Riconoscimento storico del dialetto fiumano che entra ufficialmente nel Registro dei beni culturali immateriali della Croazia europea, con una decisione formalizzata dal Ministero della Cultura e dei Media e resa pubblica il 7 aprile 2026.
Dal punto di vista linguistico, il fiumano conserva una chiara matrice veneziana. Deriva infatti in larga parte da quel veneziano “di base” diffusosi per secoli nei porti dell’Istria e della Dalmazia, diventando lingua di scambio, di relazioni sociali e di vita quotidiana. Per questo condivide con il veneziano struttura grammaticale, costruzioni sintattiche e lessico fondamentale. In molti casi, le frasi coincidono quasi del tutto: “Mi vado a casa” resta sostanzialmente identica sia in veneziano sia in fiumano.
La vicinanza tra veneziano e fiumano emerge anche nel lessico quotidiano e nelle forme più semplici del parlato: “xe” per dire “è”, “fio” per “ragazzo”, “magnar” per “mangiare”, “vecio” per “vecchio”, fino a costruzioni come “mi son”, “andemo” e “parlemo”, che mostrano con immediatezza una comune matrice linguistica adriatica. Ma il fiumano non è una semplice variante locale: è una lingua di confine, plasmata nei secoli dall’incontro tra mondo veneto, italiano, croato e mitteleuropeo.
Per questo il riconoscimento ottenuto in Croazia non tutela soltanto un dialetto, ma una memoria collettiva, urbana e adriatica. Il fiumano è storia vissuta, identità parlata e patrimonio europeo da custodire.
L’Ammiraglia 2026 prende il largo nel nome di Straulino e della cultura del Mare Adriatico
La nuova edizione de L’AMMIRAGLIA è pronta a salpare verso le rotte adriatiche in onore di Agostino Straulino, leggendario campione olimpico della vela, uomo di mare e simbolo identitario dell’Adriatico orientale, nato a Lussinpiccolo e divenuto figura di riferimento internazionale della marineria italiana.
Si è svolto oggi a Chioggia un incontro di coordinamento nella sede dell’Associazione 7 Mari, con il Presidente Oscar Nalesso insieme a Paolo Sambo, il Presidente della Lega Navale Italiana – Sezione di ChioggiaAntonello Cisotto con il Consigliere Luciano Penzo, il Presidente dello Yacht Club VeneziaMirko Sguario e il Coordinatore di Europa Adriatica NordestVittorio Baroni.
Nel meeting tutti i partecipanti hanno convenuto sull’opportunità di sviluppare insieme le potenzialità offerte dal mare con l’obiettivo di creare sinergie operative, consolidando una visione che guarda alla nautica, alla cultura marittima, alla formazione e alla cooperazione adriatica come leve concrete di sviluppo territoriale. A tal riguardo è stato formato un gruppo di lavoro con focus sulla regata L’AMMIRAGLIA tra Veneto, Istria e Quarnero, nonché sulla promozione di iniziative condivise nell’ottica della crescita della cultura del mare.
L’incontro di Chioggia assume un significato particolare perché mette in rete soggetti che, ciascuno con una propria identità, rappresentano oggi un patrimonio importante per il rilancio della vocazione marittima dell’Alto Adriatico tra Italia e Croazia.
L’Associazione 7 Mari si è infatti affermata nel tempo come una realtà capace di promuovere eventi e riflessioni dedicate al mare, al mondo della navigazione, alla memoria marinara e al coinvolgimento delle nuove generazioni, con una chiara impostazione culturale e civile. La sua azione ha contribuito a riportare Chioggia al centro di una narrazione che vede nell’Adriatico non un confine, ma uno spazio di relazione e appartenenza.
Allo stesso modo, la presenza della Lega Navale Italiana di Chioggia conferma il valore di un presidio storico della marineria cittadina. La sezione clodiense si colloca nel solco di una tradizione che a Chioggia ha sempre intrecciato sport nautico, educazione al mare, promozione della navigazione e radicamento nella comunità locale. La partecipazione della Lega Navale rafforza la volontà di portare nella costruzione de L’AMMIRAGLIA un contributo fatto di esperienza, conoscenza del territorio e spirito di squadra.
Di particolare rilievo la partecipazione dello Yacht Club Venezia che opera in tandem con Europa Adriatica Nordest per la nuova edizione de L’AMMIRAGLIA in una prospettiva progettuale che unisce tradizione e visione contemporanea, con l’obiettivo di far crescere una regata capace di essere al tempo stesso evento sportivo, racconto identitario e piattaforma di relazioni adriatiche.
Nel tavolo di Chioggia è stato affermato che il mare deve tornare ad essere infrastruttura culturale e strategica per i territori che si affacciano sull’Adriatico. In questo quadro, L’AMMIRAGLIA 2026 si propone non solo come appuntamento velico, ma come un vero Gran Tour del Mare, capace di collegare Veneto, Istria e Quarnero attraverso un progetto che tiene insieme vela, memoria, promozione territoriale, dialogo europeo e valorizzazione delle comunità costiere. Una formula che si è rivelata vincente nella 1^ edizione 2025(vedi qui il Reportage) come ponte tra le due sponde adriatiche nel nome della vela, della sostenibilità e della comune identità europea.
La dedica a Straulino rafforza ulteriormente il profilo simbolico dell’iniziativa. Il grande campione lussignano, ufficiale di Marina e interprete autentico del mare Adriatico, rappresenta infatti una figura ideale per ispirare un progetto che vuole rimettere al centro la navigazione come cultura, la rotta come relazione e il mare come casa comune delle comunità adriatiche.
Da Chioggia, dunque, arriva un segnale importante che attorno a L’AMMIRAGLIA si sta consolidando una rete credibile, fatta di soggetti autorevoli e di una visione condivisa. Ed è proprio da qui, dal dialogo tra realtà che vivono il mare in modo autentico, che può prendere forma una nuova stagione di progettualità marittima capace di parlare non solo agli appassionati di vela, ma all’intero sistema culturale e territoriale dell’Adriatico.
Roncade – Treviso, 28 marzo 2026 – Il Ristorante Perché ha ospitato una piacevole serata, partecipata da più di 100 persone, di notevole intensità di memoria, sport e identità adriatica dedicata ad Abdon Pamich. Evento organizzato da ANVGD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, giunto alla sua 6^ edizione, nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo con il Saluto iniziale del Sindaco del Comune di Roncade Marco Donadel e Presidente della Provincia di Treviso.
Protagonista assoluto dell’incontro è stato il grande campione della marcia azzurra, esule da Fiume e medaglia d’oro olimpica a Tokyo 1964, oggi figura simbolo di una storia che intreccia sacrificio, talento e appartenenza.
L’evento è stato introdotto da Italia Giacca, Consigliere Nazionale ANVGD, e coordinato con grande sensibilità dal giornalista Renato Malaman in un dialogo capace di ripercorrere le tappe sportive e umane di una delle figure più rappresentative della memoria giuliano-dalmata. A seguire Cena Istriana con l’atmosfera arricchita dal musicista e cantante fiumano Francesco Squarcia.
Italia Giacca ha rievocato la propria esperienza di esule dal borgo istriano di Stridone, mostrando una piccola teiera che era riuscita a portare con sé come preziosa traccia di memoria familiare.
Nel suo intervento Italia Giacca ha inoltre ricordato di aver condiviso la propria testimonianza con più di 2.500 alunni di oltre 100 classi, contribuendo a trasmettere alle nuove generazioni il valore umano e storico dell’esodo.
PAMICH, PONTE TRA FIUME, ITALIA ED EUROPA
Nel racconto della serata è emersa con forza la figura di Abdon Pamich come ponte tra mondi tra Fiume e l’Italia, tra passato e futuro, tra identità e integrazione europea. La sua vicenda personale – segnata dall’esodo e dalla ricostruzione – si è intrecciata con la storia sportiva, fino a diventare simbolo di una generazione che ha trasformato una frattura storica in occasione di riscatto. In questa prospettiva, Pamich non è solo un campione olimpico, ma un riferimento culturale capace di tenere insieme memoria, dignità e appartenenza, in una dimensione che oggi parla pienamente all’Europa.
A rendere ancora più coinvolgente la serata è stata la presenza del musicista e cantante fiumano Francesco Squarcia, la cui viola ha accompagnato l’intero evento creando un filo emotivo continuo tra parole e memoria.
Le sue esecuzioni hanno saputo evocare atmosfere profonde, restituendo attraverso la musica il senso di appartenenza e nostalgia che caratterizza la cultura fiumana.
Un contributo artistico che ha trasformato l’incontro in un’esperienza immersiva, capace di unire racconto, identità e sensibilità.
LA PERSONA AL CENTRO: “DECALOGO EUROPEO DI FIUME” DEDICATO A PAMICH
Durante la serata è intervenuto Vittorio Baroni, autore e coordinatore di Europa Adriatica Nordest di famiglia Dalmata da Zara, che ha voluto dedicare simbolicamente ad Abdon Pamich la “Carta di Fiume – Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale”, sottoscritta il 6 maggio 2025 a Palazzo Modello di Fiume.
Un gesto dal forte valore civile che ha richiamato il primo punto del Decalogo, “La persona al centro: ogni persona ha il diritto di partecipare alla vita culturale e di godere del patrimonio trasmesso da chi ci ha preceduto”. In questa chiave, Abdon Pamich è egli stesso Patrimonio Culturale, perché incarna una storia viva che si trasmette attraverso l’esperienza, il racconto e la testimonianza. Una visione che amplia il concetto di patrimonio oltre i luoghi e gli oggetti, riconoscendo nelle persone il primo elemento di continuità culturale europea.
Nell’occasione, Vittorio Baroni ha richiamato le radici e il cammino di Europa Adriatica Nordest come spazio di relazione, memoria e progettualità tra le due sponde, invitando i presenti a partecipare alla seconda edizione della Regata L’AMMIRAGLIA Venezia – Rovigno – Lussino, in programma dall’11 al 13 giugno 2026.
LA CENA ISTRIANA TRA GUSTO E IDENTITÀ
La seconda parte della serata ha assunto il tono conviviale della tradizione adriatica con la Cena Istriana, curata dalla gastronoma Anna Maria Pellegrino, volto noto di Rai 3 “Geo”, e realizzata con la firma dello chef Luca Boldrin del Ristorante Perché.
Un percorso gastronomico pensato come parte integrante dell’esperienza culturale. Antipasto di prosciutto in crosta con asparagi al vapore e uova in camicia, risotto con erbette primaverili mantecato al parmigiano, frittura mista di paranza con bieta e patate saltate, fino alle palacinke con gelato alla crema. Il tutto accompagnato dalla Malvasia istriana della storica azienda agricola Coronica di Babići Umago, a suggellare il legame tra territorio, memoria e identità.
Evento culturale molto partecipato di grande interesse al Foscarini di Venezia che dal 1945 al 1955 fu Centro Raccolta Profughi dall’Istria, Fiume e Dalmazia
Aula magna gremita e grande attenzione degli studenti del Liceo Classico ed Europeo Marco Foscarini di Venezia per l’incontro con Paolo Trichilo Ambasciatore d’Italia in Croazia e già Ambasciatore d’Italia in Slovenia, protagonista della conferenza sul tema Diplomazia e letteratura.
Il libro di Paolo Trichilo “Diplomazia e letteratura. Gli otto diplomatici vincitori del Premio Nobel per la letteratura” (ETPbooks, 2023)
Evento culturale in vista del Giorno del Ricordo che ha coinvolto liceali, docenti e ospiti rafforzando il legame tra scuola, cultura e istituzioni internazionali. Il Rettore Alessandra Artusi ha introdotto i lavori (download file indirizzo di saluto) coordinati da Vittorio Baroni, autore e studioso di Europa Adriatica Nordest (download file scheda storica sul Foscarini).
da sx Rettore Alessandra Artusi, Ambasciatore Paolo Trichilo, Coordinatore Vittorio Baroni – Foto Nadia De Lazzari
Presenti Alessandro Cuk Vicepresidente Nazionale Anvgd, la Direzione marittima del Veneto con il Capitano Sergio Colombo e Giovanni Alliata Presidente della Fondazione Archivio Vittorio Cini.
Al centro della conferenza il volume dell’Ambasciatore Trichilo “Diplomazia e letteratura. Gli otto diplomatici vincitori del Premio Nobel per la letteratura” (ETPbooks, 2023), che indaga un capitolo poco noto della storia culturale europea e mondiale. Il libro ripercorre le vicende umane e professionali di otto figure straordinarie capaci di coniugare l’attività diplomatica con una produzione letteraria di altissimo livello: Gabriela Mistral, Saint-John Perse, Ivo Andrić, Yorgos Seferis, Miguel Ángel Asturias, Pablo Neruda, Czesław Miłosz e Octavio Paz, premiati con il Nobel tra il 1945 e il 1990.
“Diplomazia e letteratura non sono termini contraddittori al contrario – ha detto Trichilo – possono convivere e rafforzarsi reciprocamente, come dimostra il fatto che ben otto diplomatici di alto livello siano stati insigniti del Premio Nobel per la Letteratura. La parola scritta, come l’azione diplomatica, nasce dall’ascolto, dall’osservazione e dalla capacità di interpretare il mondo”.
“La visita dell’Ambasciatore – ha affermato il Rettore Artusi – ha permesso ai nostri studenti di confrontarsi con lui su temi significativi, soprattutto per chi tra loro vorrà intraprendere la carriera diplomatica”.
“Il Foscarini è un luogo di dialogo europeo – ha ricordato Baroni – scuola e centro di accoglienza per gli esuli dell’Adriatico orientale, oggi spazio di memoria civile dove letteratura e diplomazia aiutano a leggere la storia e il presente”.
L’Ambasciatore ha voluto sostare davanti alla targa in pietra per onorare il Ricordo. Dal 1945 al 1955 il Foscarini diventò Centro Raccolta Profughi di diverse centinaia di esuli dall’Istria, Fiume e Dalmazia che furono accolti, anche nell’attuale aula magna, in piccoli spazi di circa dieci metri quadrati assegnati alle famiglie.
da sx Coordinatore Vittorio Baroni, Rettore Alessandra Artusi, Ambasciatore Paolo Trichilo, Vocepresidente ANVGD Alessandro Cuk – Foto Nadia De Lazzari
“Il Foscarini fu un centro di accoglienza per dieci anni, a partire dal 1945, degli esuli provenienti dall’Istria e dalla Dalmazia, ed è quindi un luogo, oltre che storico e prestigioso, con un valore particolare nella storia dell’esodo italiano. Ho avuto il piacere di ricordare questo collegamento, in virtù del quale era nato questo invito”, ha dichiarato Paolo Trichilo al termine dell’incontro.
Particolarmente apprezzato il confronto finale con i giovani Maddalena Padoin e Alessandro Spinato intervenuti con domande e riflessioni.
Grande partecipazione di giovani all’evento con l’Ambasciatore – Foto Nadia De Lazzari
“Durante la conferenza a tema Diplomazia e Letteratura, tematica sulla quale ho scritto un libro, ho avuto modo di interagire anche con ospiti esterni. Gli studenti mi hanno posto una serie di domande sia relative al tema trattato che, una volta finita la conferenza, riguardo la carriera diplomatica. È stato piacevole parlare con i ragazzi a microfoni spenti di vari temi come l’Unione Europea, le relazioni internazionali e la diplomazia. Parlando con la dirigente ho avuto un riscontro positivo e di soddisfazione da parte degli studenti, che erano del quinto anno”, ha concluso Trichilo.
Nel refettorio del Foscarini insieme allo staff di cucina – Foto Nadia De Lazzari
A suggello della giornata, l’Ambasciatore Trichilo, insieme alla consorte Laura, al Rettore Alessandra Artusi e al Coordinatore Vittorio Baroni, ha voluto esprimere un ringraziamento sentito e pubblico al personale della cucina del Foscarini per il pranzo condiviso nel refettorio storico dell’Istituto.
Un momento di autentica convivialità che ha visto protagonisti i responsabili di cucina Stefano Cestino e Cosma Damiano Rubini, affiancati dai cuochi Salvatore Cutolo, Giovanna Zaghi, Francesco Ferraro, Antonio Fiore e Mattia Fatibene, insieme a tutto lo staff dei collaboratori scolastici.
Un’esperienza del gusto autentico che ha offerto una testimonianza concreta dell’eccellenza della Cucina Italiana, oggi riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, capace di trasmettere valori di cultura, identità e dialogo, e di rafforzare, anche in ambito educativo, il senso di comunità e appartenenza.
Il nuovo anno si apre nel segno della cultura, della partecipazione attiva e della Pace insieme alle 8 Comunità degli Italiani di Crassiza, Buie, Castelvenere, Momiano, Albona, Valle, Gallesano e Dignano.
Il progetto Le Due Sponde Adriatiche – Carnevale 2026 Olympus Edition ha chiuso il ciclo delle tappe istriane e ora guarda a Venezia, dove il primo febbraio 2026 le Comunità degli Italiani sfileranno sul Canal Grande. Un percorso che ha unito territori, persone e storie, trasformando l’attesa in partecipazione attiva.
Alla Comunità di Crassiza, con il coinvolgimento delle Comunità degli Italiani del Buiese di Buie, Castelvenere e Momiano, il progetto ha preso forma come esperienza collettiva. I laboratori hanno dimostrato come l’artigianato veneziano possa diventare strumento di socialità, educazione e scoperta personale. La mostra finale ha restituito il valore di un patrimonio radicato nella storia e vissuto nel presente.
Ad Albona, nella Comunità “Giuseppina Martinuzzi”, il legame con Venezia si è intrecciato alla memoria urbana e simbolica della città. Due giornate di lavoro creativo hanno coinvolto generazioni diverse, mentre la mostra ha esibito una collezione di opere di alto artigianato veneziano e le maschere nate dal laboratorio, testimoniando così un dialogo culturale vivo e partecipato.
A Valle, nello storico Palazzo Bembo, il progetto ha assunto una dimensione corale. Le Comunità degli Italiani di Valle, Gallesano e Dignano hanno lavorato insieme trasformando un luogo carico di venezianità in spazio contemporaneo di incontro. La mostra ha attirato cittadini e visitatori, confermando il valore pubblico dell’iniziativa.
Maestri e partecipanti
Elemento comune delle tre tappe è stata la guida dei maestri veneziani Franco Gabriele Cecamore e Lucio Lizzul coordinati dall’autore Vittorio Baroni. Attorno a loro giovani e adulti hanno condiviso tempo, gesti e creatività. I laboratori hanno generato non solo le maschere che verranno indossate alla sfilata sul Canal Grande di Venezia, ma relazioni, orgoglio e consapevolezza culturale.
Il ruolo dell’Unione Italiana
Il Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, ha sintetizzato il senso del progetto come percorso che unisce memoria e futuro in attuazione dell’Intesa Europa Adriatica Nordest. “Le tappe istriane – ha detto Corva – mostrano come la cultura condivisa rafforzi identità e lingua italiana, dialogo e cooperazione. Le Due Sponde non separano, ma costruiscono ponti, trasformando l’Adriatico in spazio di pace, partecipazione e visione europea”.
Le voci delle Comunità degli Italiani
I Presidenti delle Comunità coinvolte – Mate Mekiš a Crassiza, Daniela Mohorović ad Albona e Fabrizio Fioretti a Valle – hanno sottolineato il valore sociale ed educativo dei laboratori. Tutti hanno evidenziato l’entusiasmo dei partecipanti, l’emergere di nuovi talenti, il ruolo dei giovani e l’importanza di sentirsi parte attiva di una storia comune che continua.
Pace come orizzonte
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio che lega Olimpiadi, cultura e dialogo tra popoli. La pace non è evocata come concetto astratto, ma praticata attraverso incontri, lavoro condiviso e rispetto delle identità. È questo il messaggio che accompagna il passaggio verso Venezia.
Verso Venezia 2026
Con l’inizio del nuovo anno, Le Due Sponde Adriatiche entrano nella loro fase simbolicamente più forte. Il primo febbraio 2026, sul Canal Grande a bordo di cinque barche tipiche veneziane, le Comunità degli Italiani porteranno a Venezia il frutto del lavoro istriano. Sarà una celebrazione di pace, cultura e continuità adriatica, un augurio concreto per il 2026.
La Carta di Fiume – Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale rappresenta un passaggio chiave nel percorso di cooperazione culturale per fare Europa nel Nordest Adriatico.
Il Patrimonio Culturale è un bene vivo, condiviso, capace di generare relazioni, futuro e responsabilità collettiva.
In continuità con la Convenzione di Faro, la Carta di Fiume afferma una visione europea fondata sulle comunità e sulla partecipazione.
PERSONE E DIRITTI
Il Patrimonio Culturale, afferma la Carta di Fiume, vive nelle persone. È un diritto culturale e un dovere collettivo. Questa visione sposta l’asse dall’oggetto alla comunità, dalla tutela alla partecipazione. È la stessa logica che anima progetti culturali capaci di parlare un linguaggio semplice ed efficace quello della Serenissima, dove la storia comune dell’Adriatico diventa spazio di dialogo e riconoscimento reciproco.
EDUCARE ALL’EUROPA
L’educazione è la leva strategica del Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale. I patti tra le scuole, con il supporto delle Comunità dell’Unione Italiana, siglati a Fiume indicano una direzione chiara, cioè il patrimonio è uno spazio educativo europeo, in cui i giovani imparano a leggere il passato per abitare il futuro. In questo contesto gli obiettivi di sostenibilità Agenda 2030 non sono un quadro astratto, ma una pratica quotidiana di cittadinanza attiva.
RETI E TERRITORI
La Carta di Fiume rafforza il ruolo delle reti adriatiche come laboratori di cooperazione transfrontaliera. Cultura, sostenibilità e sviluppo territoriale si intrecciano in una visione che supera i confini amministrativi e costruisce alleanze tra istituzioni, comunità e mondo educativo. Il patrimonio diventa leva di sviluppo umano e sociale.
INIZIATIVE 2026
Il Decalogo trova traduzione operativa con alcune iniziative già avviate per il 2026 che indicano la rotta culturale fino al 2030. “Carpaccio 500” invita a rileggere un maestro europeo veneziano come patrimonio condiviso. Il ciclo di mostre “Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia” è previsto a Gorizia, Fiume e Lussino.
DECALOGO “CARTA DI FIUME”
Il Documento è stato sottoscritto il 6.5.2025 a Palazzo Modello di Fiume da Engim Veneto, SMSI Fiume, SMSI Rovigno, SMSI “Dante Aliglieri” Pola, ISIS “D’Annunzio Fabiani” Gorizia, CI Pola, Ci Rovigno, CI Fiume, CI Lussinpiccolo, ANVGD Nazionale, Europa Adriatica Nordest.
All’evento – coordinato dall’autore Vittorio Baroni – sono intervenuti, tra gli altri, Marin Corva (Presidente Giunta Esecutiva Unione Italiana), Roberto Ciambetti (Presidente Consiglio Regionale del Veneto), Nela Sršen (Console Onoraria della Repubblica di Croazia in Veneto).
Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale
La persona al centro Ogni persona ha il diritto di partecipare alla vita culturale e di godere del Patrimonio Culturale trasmesso da chi ci ha preceduto.
Il patrimonio è una risorsa viva Non è solo da conservare: il Patrimonio Culturale è una forza che può far crescere le persone, le comunità e l’economia in modo sostenibile.
Responsabilità condivisa Il Patrimonio Culturale appartiene a tutti: cittadini, istituzioni, comunità e imprese devono collaborare per proteggerlo e valorizzarlo.
Comunità patrimoniali attive Le persone che riconoscono valore in un bene culturale devono essere protagoniste nel custodirlo e tramandarlo alle nuove generazioni europee.
Valore nella diversità Il Patrimonio Culturale è ricco perché è diverso: va tutelato per favorire il dialogo e il rispetto tra culture facendo tesoro degli errori del passato.
Educazione al Patrimonio Scuole e formazione continua devono aiutare a conoscere, capire e amare il Patrimonio Culturale, fin da piccoli.
Uso sostenibile Il Patrimonio Culturale va utilizzato in modo responsabile, evitando che venga sfruttato da pochi per scopi di solo lucro o, peggio, danneggiato e strumentalizzato a fini ideologici.
Accesso per tutti Il Patrimonio Culturale deve essere accessibile a tutti, con particolare attenzione a giovani, anziani, minoranze e persone fragili.
Partecipazione attiva I cittadini non sono spettatori: sono chiamati a essere protagonisti della cura e della promozione del Patrimonio Culturale.
Memoria e futuro Conservare il Patrimonio Culturale significa dare radici al nostro presente e speranza al nostro futuro europeo.
Abbiamo il piacere di informare che il progetto #GO2025FENICE ha reso disponibili online i materiali didattici bilingue sviluppati nell’ambito del percorso dedicato alla musica e alla creatività per le scuole.
L’Edu Kit e l’Alfabeto Musicale, disponibili gratuitamente in italiano e sloveno, rappresentano un risultato concreto del lavoro svolto tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Slovenia.
L’Edu Kit guida insegnanti e alunni alla scoperta dell’Inno alla Gioia di Beethoven, simbolo universale di fratellanza, attraverso un percorso progressivo che integra voce, ritmo, ascolto e movimento. Il materiale comprende esercizi corporei e vocali, attività di sillabazione, lavoro sulle cellule ritmico-melodiche e una conclusiva esecuzione corale bilingue. Video-lezioni, contenuti multimediali e illustrazioni contribuiscono a rendere l’esperienza accessibile e coinvolgente per le classi.
Accanto all’Edu Kit prende forma anche l’Alfabeto Musicale, pensato per i bambini più piccoli. Ogni lettera diventa un segno sonoro, una micro-esperienza musicale da ascoltare e cantare in entrambe le lingue grazie ai QR Code integrati nei materiali. In questo modo, la musica diventa un terreno comune che permette ai bambini italiani e sloveni di avvicinarsi alla lingua dell’altro in modo naturale e ludico.
Il progetto è promosso dal Comune di Venezia in partnership con l’Associazione delle scuole di musica del Litorale sloveno – ZPGŠ e il contributo dei partner culturali e formativi coinvolti, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO. L’Edu Kit e l’Alfabeto Musicale sono il risultato di un ampio lavoro biennale corale che ha coinvolto professionisti italiani e sloveni, coordinati dal project manager Vittorio Baroni.
L’impianto musicale è stato sviluppato grazie al Gran Teatro La Fenice di Venezia con il contributo dal maestro Luciano Borin, della maestra Damijana Čevdek e del pianista Davide Furlanetto, mentre Monica Fracassetti e Andrea Giacomini di Fenice Education hanno fornito supporto organizzativo e didattico sul campo. Alla realizzazione hanno partecipato il Centro Sloveno di Educazione Musicale Emil Komel di Gorizia, Glasbena Matica in Friuli Venezia Giulia e l’Unione Italiana con le scuole italiane di Pirano, Isola e Capodistria. Traduzioni di Alessandra Schettino, video di Concept video&communication. Il progetto grafico dell’Edu Kit è stato sviluppato da Armando Curcio Editore, copertina illustrata da Valerio Held, stampa di Grafiche VD.
Il progetto Alfabeto Musicale è stato curato da Alessandra Schettino che ha tradotto i contenuti. Produzione musicale delle docenti Damijana Čevdek Jug e Marja Feinig, autrici delle musiche e impegnate nello sviluppo della notazione e nei laboratori musicali. Il progetto è stato arricchito dalla partecipazione degli allievi del Centro sloveno di educazione musicale Emil Komel di Gorizia, che hanno anche contribuito con illustrazioni del Coro di voci bianche, e della Scuola elementare dell’Unione Italiana Dante Alighieri di Isola. I testi narrativi e poetici sono stati scritti rispettivamente da Nika Cotič e Marko Tavčar. Qualità grafica e visiva dei materiali di Lara Komjanc, produzione audio-video di Blaž Kerševan.
Le iniziative editoriali hanno ricevuto il supporto del Distretto Rotary 2060 Nordest insieme ai Rotary Club di Venezia e Gorizia nell’ambito del patrocinio concesso a #GO2025Fenice dai Comuni di Gorizia e Nova Gorica.
I materiali prodotti sono accessibili gratuitamente e pensati per essere utiizzati dalle scuole anche con lavagna digitale LIM.
La licenza Creative Commons attribuzione – non commerciale – condividi allo stesso modo permette di riutilizzare e adattare il contenuto per finalità formative, favorendo la diffusione delle buone pratiche nella didattica musicale europea.
#GO2025FENICE dimostra come il linguaggio universale della musica possa diventare un mezzo per costruire comunità educanti oltre i confini amministrativi. L’auspicio è che sempre più studenti e insegnanti possano sperimentare e condividere questo percorso, contribuendo alla formazione di una cultura europea comune, basata sulla collaborazione, sull’ascolto reciproco e sulla gioia del canto.
Europa Adriatica Nordest ha il piacere di informare che Liberty Lines ha aperto le vendite per la stagione estiva 2026 del servizio marittimo veloce nel Nordest Adriatico tra Trieste, l’Istria e Lussinpiccolo. Qui riportiamo tutte le informazioni con tempi, tariffe, agevolazioni e sito per acquistare i biglietti.
Il collegamento sarà operativo dal 25 giugno al 31 agosto 2026, con corse giornaliere (martedì escluso) tra Trieste, Pirano, Parenzo, Rovigno e Lussinpiccolo, con traghetto veloce da 181 passeggeri e spazi dedicati alle biciclette.
Comodo anche per partenze da Venezia in treno fino a Trieste visto che l’imbarco del traghetto è vicino alla Stazione Ferroviaria. Guarda qui per Trenitalia e qui per Italotreno.
Trieste > Lussinpiccolo in 4 ore e 40 minuti, prezzo 35,50 € A/R scontato a 27€
Trieste > Rovigno in 1 ora e 45 minuti, prezzo 21,50 € A/R scontato a 17€
Trieste > Parenzo in 1 ora e 50 minuti, prezzo 16,50 € A/R scontato a 13€
Trieste > Pirano in 40 minuti, prezzo 9,50 € A/R scontato a 7,50€
AGEVOLAZIONI GRUPPI
Liberty Lines prevede condizioni dedicate per chi viaggia in gruppi, con riduzioni sulle tariffe quando si viaggia insieme. Se il gruppo è composto da almeno 25 adulti paganti, la compagnia applica tipicamente una riduzione del 15 % sulla tariffa base, e prevede biglietti gratuiti per accompagnatori a determinate condizioni. Per usufruire di offerte di gruppo è consigliato contattare la compagnia direttamente o la biglietteria, poiché tali promozioni possono essere soggette a limitazioni su alcune corse nei periodi di maggiore affluenza.
La Carta Blu (Blue Card) è una tessera personale gratuita che garantisce agevolazioni tariffarie ai passeggeri con disabilità o mobilità ridotta (PMR) su tutte le rotte operate da Liberty Lines. Per ottenerla è necessario presentare la certificazione prevista dalla normativa vigente (ad esempio certificato di invalidità rilasciato dall’ASL o altra documentazione riconosciuta). La Carta Blu è valida per un anno e permette di usufruire di sconti e di assistenza durante il viaggio, rendendo l’esperienza più accessibile e confortevole per tutti.
È consentito viaggiare con cani, gatti e piccoli animali. Quelli di piccola taglia devono restare nel trasportino per tutta la durata del viaggio. I cani di media e grande taglia devono avere guinzaglio e museruola ed essere muniti di certificazione sanitaria, che può essere richiesta prima dell’imbarco. Gli animali devono sostare nelle aree dedicate o nei canili di bordo, se presenti. Fanno eccezione i cani guida. Cura, responsabilità e rispetto delle norme sanitarie sono a carico del proprietario.
Baroni ha aperto il suo contributo richiamando il drammatico Esodo Giuliano, Istriano, Fiumano e Dalmata, che tra il 1943 e il 1956 coinvolse oltre 300.000 profughi italiani costretti a lasciare le terre cedute alla Jugoslavia dal Trattato di Pace di Parigi del 1947. Con la Legge 137 del 1948 venne istituito l’Alto Commissariato per i Profughi Giuliani e Dalmati, che organizzò l’accoglienza in più di cento centri (vedi la mappa nell’atlante dell’Istituto Parri) distribuiti in tutto il Paese da Padriciano a Laterina, da Roma a Fertilia, da Venezia a Padova. Da quell’esperienza nacque una rete di comunità resilienti che ha contribuito a ricostruire il tessuto civile e culturale dell’Italia del dopoguerra.
Nel contesto è stato sottolineato il significativo ruolo dei “rimasti” nei territori dell’attuale Slovenia e Croazia, custodi di lingua e cultura italiana. Oggi si stimano circa 40.000 persone (secondo alcuni sono molti di più) tra dichiarate e di fatto appartenenti alla minoranza italiana. 6.000 in Slovenia, soprattutto tra Capodistria, Pirano e Isola. 34.000 in Croazia, tra l’Istria e Fiume, fino e Lussino, Zara e Spalato. A tal riguardo è stata evidenziata l’importanza dell’Università Popolare di Trieste, delle associazioni degli Esuli e dell’Unione Italiana che riunisce ben 54 Comunità degli Italiani, scuole, giornali e centri culturali rappresentando un ponte vivente e promettente tra le sponde europee dell’Adriatico.
È stato ricordato un fatto del 2022 riportato da La Voce del Popolo quando Baroni, al cimitero di Zara nel giorno della Commemorazione dei Defunti, si era fatto promotore di un innovativo gesto di fratellanza e riconciliazione. Al Famedio aveva iunito le corone d’alloro con i tricolori italiani e croato. Da allora quel gesto si ripete ogni anno. Nei giorni scorsi i Dalmati Italiani, come documentato da Antenna Zadar, oltre a visitare le tombe dei loro cari, hanno reso omaggio ai difensori croati caduti nella Guerra patriottica per una Croazia libera e democratica.
Nella seconda parte è stato illustrato il percorso di Europa Adriatica Nordest, piattaforma che promuove progetti di ricucitura culturale tra le due sponde dell’Adriatico. Tra le iniziative principali ha ricordato la Carta Europea di Lussinpiccolo con gli Ingegneri e l’Intesa Europea di Venezia (2023), i gemellaggi 2024 a Venezia, Pordenone e Trento, e le attività transfrontaliere de L’Ammiraglia, regata simbolo di diplomazia culturale tra Veneto, Istria e Quarnero. Sono state citate le varie iniziative dei progetti Serenissima Patrimonio Culturale e #GO2025Fenice per la Capitale Europea della Cultura Nova Gorica Gorizia che coinvolgono scuole, giovani e minoranze linguistiche di Italia, Slovenia e Croazia.
Al centro della relazione , l’idea di una comunicazione pubblica deontologica capace di costruire coesione sociale, secondo i principi della Convenzione Europea di Faro. Baroni ha concluso richiamando il valore dei nuovi progetti Le due Sponde, La Gondola a Lussino con Burano e Murano e Carpaccio 500, che intrecciano memoria, arte transfrontaliera e partecipazione europea. “Comunicare – ha detto – significa costruire ponti tra persone e memorie, per un’Europa che unisce le sponde attraverso cultura, partecipazione e rispetto reciproco.”
Nelle sue parole e il foulard della Dalmazia, il relatore ha richiamato le proprie radici familiari legate a Zara e da cui la sua famiglia paterna fu costretta a partire nel secondo dopoguerra. Un’eredità che oggi si traduce in un impegno europeo civile e culturale per il Ricordo, la cooperazione e la comunicazione autentica tra i popoli adriatici.
La visione di Europa Adriatica Nordest unisce progetti, persone, organizzazioni e istituzioni nel segno di una storia condivisa che diventa futuro. Dai gemellaggi alle scuole, dalle regate ai laboratori, dalle ricerche ai progetti, ogni iniziativa è un ponte simbolico tra le due sponde, un atto di fiducia nell’Europa come spazio di dialogo, pace e identità plurale.
14 ottobre 2025 – Un passo concreto verso una cooperazione sempre più integrata tra professionisti europei.
1300 delegati del 69° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia hanno viaggiato la scorsa notte a bordo di una nave da crociera da Ancona a Fiume/Rijeka, dove questa mattina, nell’ambito dello stesso Congresso, si è svolto un incontro istituzionale tra il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e una delegazione della Camera Croata degli Ingegneri Civili (HKIG).
L’iniziativa ha confermato la volontà condivisa di rafforzare la collaborazione e il dialogo strutturato tra le due istituzioni, con l’obiettivo di affrontare insieme le sfide della transizione digitale ed ecologica.
Dal confronto sono emersi due impegni prioritari: da un lato, la costruzione di un dialogo permanente che favorisca il coordinamento su temi strategici a livello europeo; dall’altro, la definizione di un percorso di formazione condiviso, orientato alla qualità e alla mobilità professionale degli ingegneri.
Tra i temi centrali del dibattito figurano le Direttive UE sugli Appalti Pubblici, la digitalizzazione delle costruzioni, la Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) e il Common Training Framework (CTF), strumenti fondamentali per promuovere il riconoscimento automatico delle qualifiche e una reale integrazione professionale europea.
All’incontro hanno preso parte il Presidente del CNI Domenico Perrini, il Vicepresidente Elio Masciovecchio, il Consigliere Alberto Romagnoli, insieme al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Ancona Stefano Capannelli e al Presidente dell’Ordine di Trieste Giovanni Basilisco. Per la delegazione croata erano presenti la Presidente Nina Dražin Lovrec, Jurica Vrdoljak, Sergej Černjar, Danko Holjević, Marijan Ricov, Hrvoje Sironić e Andrej Marochini.
Tra le iniziative interessanti del Congresso – come riporta EduNews24 – c’è la partecipazione di iGuzzini (eccellenza italiana nel settore dell’illuminazione) che rappresenta un esempio virtuoso di cooperazione tra mondo industriale, professioni tecniche e comunità scientifica.
Europa Adriatica Nordest apprezza tutte le iniziative che mirano a rafforzare le relazioni professionali e lo sviluppo di una nuova economia tra le due sponde dell’Adriatico, costruendo ponti – virtuali e infrastrutturali – tra Italia e Croazia, nel segno della cooperazione europea.