Il Nordest unito dal gusto Mediterraneo con capitale in Quarnero

Dal 9 al 13 settembre 2026 Lussinpiccolo in Quarnero, Regione Europea della Gastronomia, diventa uno dei centri della gastronomia mediterranea con la quattordicesima edizione del Festival internazionale Taste the Mediterranean.

L’edizione 2026 assume un significato particolare. Il Quarnero è stato insignito del titolo di Regione Europea della Gastronomia 2026 e Taste the Mediterranean porta sull’isola una rappresentazione concreta della ricchezza di questo territorio. Alta cucina, produzioni locali, formazione, turismo, sostenibilità e cultura mediterranea diventano parti di uno stesso racconto.

La stupenda baia di Čikat (Cigale)

Il Festival coinvolge gli Hotel Alhambra e Bellevue nella baia di Čikat, i principali ristoranti di Lussinpiccolo, il Mercato del Pesce e la Scuola Superiore Ambroz Haračić. Accanto alle cene d’autore e alle degustazioni sono previste masterclass per gli studenti e momenti di confronto dedicati al turismo, all’agricoltura e agli effetti dei cambiamenti climatici sui sistemi alimentari locali.

Per la seconda volta Lussinpiccolo ospita una manifestazione che riunisce chef pluripremiati, vignaioli, produttori agroalimentari e protagonisti della ristorazione provenienti da numerosi Paesi e da diverse regioni della Croazia. Lo scorso anno Europa Adriatica Nordest ha collaborato portando la Gondola da Venezia.

La Gondola di Andrea Balbi a Lussino nel 2025

QUARNERO PROTAGONISTA

Una Regione che guarda al futuro

Il riconoscimento di Regione Europea della Gastronomia 2026 valorizza un sistema territoriale nel quale turismo, agricoltura, pesca, ristorazione, produzioni locali e cultura possono lavorare insieme per generare sviluppo e rafforzare l’identità delle comunità.

Mappa Golfo del Quarnero di Vincenzo Coronelli realizzata a Venezia anno 1696

Taste the Mediterranean, nato nel 2014 quando la Dieta Mediterranea UNESCO ha incluso la Croazia nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, interpreta questa visione attraverso esperienze concrete. Ristoranti, hotel, scuole, produttori e istituzioni costruiscono una rete che trasforma il cibo in strumento di promozione territoriale e cooperazione internazionale.

Il Quarnero si presenta così come un territorio insulare e marittimo capace di valorizzare le proprie radici e contemporaneamente aprirsi alle esperienze provenienti dall’Istria, dalla Dalmazia, dall’Italia e da altri Paesi europei.

GRANDI CHEF INSIEME

Quattro eccellenze della cucina croata

Chef dell’Anno premiati guida Gault&Millau Croatia

Uno degli appuntamenti più attesi sarà la cena di sabato 12 settembre sulla terrazza dell’Hotel Bellevue, situato nell’incantevole baia di Čikat, dove sorgono alcuni tra gli hotel e le ville più prestigiosi dell’Adriatico croato.

Per la prima volta cucineranno insieme quattro Chef dell’Anno premiati dalla guida Gault&Millau Croatia. Marijo Curić, Chef dell’Anno 2023 del Restaurant 360 di Dubrovnik con una stella Michelin. Marko Đurašević, Chef dell’Anno 2024 del Restaurant Val di Breno di Srebreno. Rudi Štefan, Chef dell’Anno 2025 del Restaurant Pelegrini di Sebenico con una stella Michelin. Stiven Vunić, Chef dell’Anno 2026 della Konoba Zijavica di Mošćenička Draga.

I quattro protagonisti firmeranno uno speciale percorso gastronomico di nove portate accompagnato da una selezione di formaggi President e vini premium. La serata metterà insieme alcune delle espressioni più autorevoli della cucina contemporanea croata, dalla Dalmazia al Quarnero.

ITALIA E QUARNERO

Talento oltre ogni confine

Il dialogo con l’Italia trova uno dei suoi momenti più significativi venerdì 11 settembre nella cena a quattro mani del ristorante Alfred Keller.

Lo chef italiano Peter Brunel, proprietario e chef del Peter Brunel Ristorante Gourmet di Arco in Trentino-Alto Adige, insignito di una stella Michelin, cucinerà insieme a Daniel Skokić, chef dell’Alfred Keller all’interno del boutique Hotel Alhambra, anch’esso premiato con una stella Michelin.

Chef Peter Brunel (foto Jakub Brejdak za TTM) e Chef Daniel Daniel Skokić

La cucina di Brunel fonde tecnica, filosofia, viaggi ed esperienze personali. L’incontro con Skokić porterà a tavola piatti creativi e innovativi accompagnati dai vini premium Marina Cvetić Masciarelli della cantina Masciarelli in Abruzzo.

Marina Cvetić Masciarelli (foto MW)

La produttrice Marina Cvetić presenterà personalmente le etichette. A queste si aggiungerà una selezione dei migliori vini del Quarnero.

GUSTO NELLA CITTÀ

L’isola di Lussino cucina per tutti

Taste the Mediterranean non rimane confinato nei ristoranti dell’alta cucina. Il Festival coinvolge direttamente la ristorazione di Lussinpiccolo e porta i sapori mediterranei in diversi locali della città.

Bocca Vera, Diana Steakhouse, Deveron Gastro Pub, Draga Pizza, Konoba Cigale, Moby Dick Gelateria, Noštromo e Za Kantuni proporranno uno speciale menu mediterraneo di tre portate per pranzo o cena, accompagnato da un bicchiere di vino o da un cocktail, a prezzi dedicati al Festival.

Ivan Milanović, proprietario del Deveron Gastro Pub e presidente dell’Associazione degli Artigiani di Cherso-Lussino, sottolinea il valore collettivo dell’iniziativa. Il Festival offre ai ristoratori l’opportunità di presentare insieme la ricchezza della gastronomia dell’isola, la qualità degli ingredienti locali e la creatività degli chef.

L’obiettivo è lasciare in ogni visitatore il ricordo della gastronomia, dell’ospitalità e del sapore autentico del Mediterraneo, rafforzando il posizionamento del Quarnero come Regione Europea della Gastronomia.

GIOVANI AI FORNELLI

La formazione incontra l’eccellenza

Uno degli aspetti più significativi del Festival riguarda il rapporto tra grandi professionisti e nuove generazioni. Gli studenti della Scuola Superiore Ambroz Haračić avranno l’opportunità di osservare gli chef al lavoro, assaggiare i loro piatti e partecipare a masterclass dedicate alla trasmissione delle competenze.

Chef Georgia Koutsoukou

Georgia Koutsoukou presenterà la cucina regionale greca.

Chef Tommi Bjornsen

Il norvegese Tommi Bjørnsen, ambasciatore dello stoccafisso delle Isole Lofoten, lavorerà su questo prodotto. Peter Brunel mostrerà come preparare gli spaghetti di patate alla carbonara. Il giovane chef croato Adam Rajndl del ristorante della cantina Josić di Zmajevac presenterà invece le potenzialità gastronomiche del pesce di fiume.

Le masterclass coinvolgeranno inoltre Marko Đurašević, Stiven Vunić e Marin Banović della contea di Zara. Il sapere gastronomico diventa così esperienza educativa e investimento sulle nuove generazioni.

IL MERCATO DEL PESCE

Un luogo simbolo del Quarnero

Tra le sedi di Taste the Mediterranean assume un significato particolare il Mercato del Pesce di Lussinpiccolo, scelto per ospitare giovedì 10 settembre la cerimonia di apertura del Festival.

Costruito nel 1895 nel cuore storico della città, il mercato è oggi anche un’attrazione per chi visita Lussino. Per la comunità locale conserva soprattutto la propria funzione originaria. È un luogo della vita quotidiana dove gli abitanti si incontrano e continuano ad acquistare il pesce fresco.

Chef Ippei Uemura (foto TTM)

La scelta di aprire Taste the Mediterranean proprio qui va oltre il valore scenografico. Il Festival entra in uno spazio autenticamente legato al mare e alla comunità e lo trasforma per una sera in un elegante luogo d’incontro dedicato alla cucina mediterranea.

Il pesce rappresenta uno degli elementi che più profondamente raccontano l’identità gastronomica del Quarnero. Portare chef internazionali all’interno del mercato significa mettere in relazione l’alta cucina contemporanea con una tradizione alimentare che nasce dal mare, dal lavoro e dalle abitudini quotidiane dell’isola.

Alla serata parteciperanno la chef greca Georgia Koutsoukou, lo chef norvegese Tommi Bjørnsen e lo chef franco-giapponese Ippei Uemura. Accanto agli ospiti internazionali saranno protagonisti gli chef locali di Gušt, l’associazione gastronomica impegnata nella conservazione delle tradizioni di Lussinpiccolo.

Per una sera il Mercato del Pesce diventerà così una sintesi dello spirito di Taste the Mediterranean. Il luogo dove ogni giorno arriva il prodotto del mare incontrerà chef, produttori e culture gastronomiche differenti. La tradizione rimane al centro e diventa occasione di conoscenza e apertura internazionale.

ECCELLENZE DEL TERRITORIO

I prodotti raccontano le identità locali

Taste the Mediterranean mette al centro una geografia del gusto che attraversa territori diversi. Tra i protagonisti figurano l’olio extravergine di oliva Rikato dell’Istria, i prodotti da forno di-go preparati dal Lesaffre Baking Center e lo stoccafisso proveniente dall’arcipelago norvegese delle Lofoten, riconosciuto con il marchio IGP Tørrfisk fra Lofoten.

Accanto alle produzioni internazionali emerge con forza il patrimonio agroalimentare del Quarnero e dei territori vicini. Kvarner Wines presenterà una selezione delle migliori etichette regionali, mentre la cantina Josić porterà i vini della Baranja.

Gli ospiti potranno inoltre degustare i prodotti delle aziende agricole familiari e dei produttori locali. Tra questi figurano i salumi di Buretić Bregi, i formaggi Magriž, il prosciutto di Veglia Gospoja, la torta di Arbe, i dolci di Vilma e il tradizionale biscotto Bakarski baškot.

Il Festival costruisce una mappa gastronomica nella quale Quarnero, Istria e Dalmazia esprimono identità differenti ma complementari. Produzioni locali, tecniche e tradizioni diventano strumenti di riconoscibilità internazionale.

CLIMA E TERRITORI

Il futuro entra nel dibattito

Taste the Mediterranean guarda oltre la cucina. Nel corso del Festival sono previsti momenti di confronto dedicati al turismo e all’agricoltura nell’epoca dei cambiamenti climatici.

Il dibattito analizzerà gli effetti del riscaldamento globale sull’agricoltura rurale e sui sistemi alimentari locali. Il tema assume un significato particolare nel Quarnero e lungo l’intero Adriatico, dove coste, isole, pesca, agricoltura e attività turistiche convivono direttamente con le trasformazioni ambientali.

Gastronomia e sostenibilità diventano parti della stessa riflessione. Difendere le produzioni locali significa anche proteggere gli ecosistemi e costruire economie capaci di adattarsi alle nuove condizioni climatiche.

UNA RETE ORGANIZZATIVA

Il territorio sostiene il Festival

Dietro Taste the Mediterranean opera una rete che unisce organizzazione, territorio, turismo e sistema dell’ospitalità. La manifestazione è guidata da Ingrid Badurina Danielsson, fondatrice e direttrice di Taste the Mediterranean, affiancata dalla direttrice esecutiva Dubravka Tomeković Aralica.

Il Festival si svolge con il sostegno dell’Ente per il Turismo del Quarnero, dell’Ente per il Turismo di Lussinpiccolo e di Lošinj Hotels & Villas. Il patrocinio è dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo e dell’Ambasciata di Grecia a Zagabria.

La dimensione territoriale assume particolare importanza nell’anno del riconoscimento del Quarnero quale Regione Europea della Gastronomia 2026. La Contea Litoraneo-Montana rappresenta il quadro istituzionale regionale nel quale si sviluppa questo percorso di valorizzazione della gastronomia, delle produzioni locali e del turismo.

Dalibor Cvitković, direttore dell’Ente per il Turismo di Lussinpiccolo, sottolinea come Taste the Mediterranean rafforzi il posizionamento della città quale destinazione di alta gastronomia e luogo nel quale vivere autentiche esperienze mediterranee.

Nello stesso periodo Lussinpiccolo celebra attraverso Losinava il ricco patrimonio marittimo e cantieristico dell’isola. Gastronomia, tradizione e cultura concorrono così a raccontare il Quarnero attraverso alcune delle sue identità più profonde.

QUARNERO PONTE EUROPEO

le relazioni attraversano il mare

Taste the Mediterranean rappresenta un interessante esempio di cooperazione tra territori che condividono cultura, produzioni e prospettive di sviluppo.

Il Quarnero occupa una posizione naturale tra Venezia, il Veneto, l’Istria, la Dalmazia, la Slovenia e il resto del Nordest europeo. Il Festival rende visibile questa dimensione attraverso una rete fatta di persone e competenze. Le scuole formano i giovani. I produttori raccontano il territorio. Gli chef condividono conoscenze. Le imprese dell’ospitalità costruiscono esperienze.

Anche la geografia dei protagonisti dell’edizione 2026 racconta questa apertura. Il Quarnero incontra l’Istria attraverso le produzioni agroalimentari. La Dalmazia entra nel programma attraverso chef provenienti da Dubrovnik, Sebenico e dall’area di Zara. L’Italia porta l’alta cucina del Trentino-Alto Adige e la produzione vitivinicola dell’Abruzzo.

Lussino diventa così un luogo nel quale le relazioni attraversano il mare. Il Mediterraneo conferma la propria funzione di spazio di incontro e di scambio tra identità territoriali differenti.

LA VISIONE NEL NORDEST

Il gusto costruisce relazioni europee

«Taste the Mediterranean – afferma Vittorio Baroni, Fondatore di Europa Adriatica Nordest – merita davvero un convinto plauso per la capacità di trasformare le eccellenze gastronomiche in relazioni tra persone e territori. Lussino e il Quarnero dimostrano come identità, qualità, formazione e apertura internazionale possano diventare strumenti concreti di sviluppo. È questo lo spirito che vogliamo valorizzare anche attraverso NAME™. Un Nordest europeo nel quale Venezia, Veneto, Istria, Quarnero e Dalmazia possano rafforzare le proprie relazioni e creare insieme nuove opportunità di sviluppo sostenibile europeo».

Il Festival mette in rete gastronomia, agricoltura, pesca, produzioni locali, turismo e formazione. Il Quarnero incontra l’Istria e la Dalmazia e, attraverso l’Adriatico, dialoga con Venezia, il Veneto, il Nordest e il mondo. Una geografia di relazioni che supera i confini senza cancellare le specificità dei territori. Taste the Mediterranean, per spiegarlo con il pensiero di Zygmunt Bauman, è GLOCAL cioè il Festival esprime la capacità concreta di unire il globale con il locale.

Taste the Mediterranean offre un esempio concreto di alcuni principi che accompagnano la visione del concept NAME™ promosso da Europa Adriatica Nordest. Taste the Mediterranean è importante perché le identità territoriali diventano più forti quando riescono a costruire relazioni, scambiare competenze e creare opportunità comuni.

Tra Nova Gorica e Gorizia i cittadini progettano il futuro senza confini

Dalla Capitale europea della Cultura alla comunità transfrontaliera, Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba affidano ai cittadini la costruzione della legacy di GO! 2025.

Nova Gorica, 23 luglio 2026. All’apertura pubblica dei lavori sono intervenuti i sindaci di Nova Gorica e Gorizia Samo Turel e Rodolfo Ziberna, a testimonianza dell’importanza istituzionale dell’iniziativa. Con loro la direttrice del GECT GO Romina Kocina e la direttrice di GO! 2025 Mija Lorbek.

L’incontro è stato condotto da Daniele Del Bianco, direttore dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia – ISIG, che insieme al gruppo di facilitazione ha accompagnato i partecipanti nel percorso di confronto, mappatura delle esperienze e individuazione delle priorità.

Nella Sala consiliare del Comune di Nova Gorica, i colori dei post-it si sovrappongono alle parole italiane e slovene. Le cuffie per la traduzione permettono a ciascuno di esprimersi nella propria lingua, mentre sui grandi tavoli vengono ordinate idee, valutazioni, punti di forza e criticità. Tutte le persone presenti sono state chiamate ad ascoltare, intervenire e contribuire. Era presente anche Europa Adriatica Nordest.

Comincia così il primo incontro dell’Assemblea dei cittadini GO! 2025, promossa dal GECT GO in collaborazione con l’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia – ISIG. Un percorso partecipativo nato per comprendere gli effetti sociali e culturali di Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della Cultura e, soprattutto, per contribuire a progettare il futuro del territorio dopo la conclusione del grande programma europeo.

L’Assemblea è uno spazio strutturato di ascolto e confronto, composto da cittadine e cittadini selezionati per rappresentare in modo equilibrato la pluralità della comunità transfrontaliera. Al primo appuntamento sono i 69 partecipanti individuati dai Comuni di Gorizia, Nova Gorica, Šempeter-Vrtojba e selezionati attraverso una open call, applicando criteri relativi a territorio, età, genere, titolo di studio e ambito di esperienza.

L’obiettivo consiste nell’arrivare, attraverso tre incontri, alla formulazione di raccomandazioni motivate e condivise. Il lavoro avviato il 23 luglio proseguirà il 10 settembre con l’approfondimento dei dati e dei contributi degli esperti e si concluderà il 21 settembre con la costruzione delle proposte finali. I risultati confluiranno nel più ampio processo di valutazione di GO! 2025 e contribuiranno alla relazione destinata alla Commissione europea.

I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi di lavoro: cultura e creatività, società civile e comunità, economia e turismo, cooperazione transfrontaliera.

temi dei 4 gruppi di lavoro

Ogni gruppo ha lavorato nel proprio ambito attraverso cinque dimensioni comuni: decisioni e coordinamento, partecipazione e accesso, relazioni e collaborazioni, competenze e capacità, spazi, servizi e risorse.

partecipanti dei 4 gruppi di lavoro

Il metodo di lavoro ha imposto alcune regole semplici ma sostanziali come ascoltare senza interrompere, garantire a tutti la possibilità di intervenire, rispettare le differenze linguistiche, partire da esperienze concrete e distinguere i fatti dalle percezioni e dalle proposte.

Durante l’introduzione sono stati presentati i primi risultati del monitoraggio indipendente condotto da ISIG. Il 63% delle persone intervistate ha espresso soddisfazione per l’attuazione della Capitale europea della Cultura e ha percepito cambiamenti positivi, mentre il 20% si è dichiarato insoddisfatto o non ha riconosciuto mutamenti significativi.

Tra i temi affrontati le nuove relazioni tra istituzioni, associazioni e cittadini, le maggiori competenze progettuali, la collaborazione tra italiani e sloveni, i servizi realmente transfrontalieri, gli spazi condivisi e una più forte consapevolezza di appartenere a un territorio comune. La domanda fondamentale è stata questa: la Capitale europea della Cultura ha contribuito a creare un ecosistema capace di durare?

La direttrice del GECT GO, Romina Kocina, ha sottolineato come il contributo dei cittadini sia necessario per capire cosa conservare, quali scelte hanno funzionato e quali errori non debbano essere ripetuti. Mija Lorbek ha ricordato che la dimensione europea e la capacità di produrre un lascito duraturo rappresentano elementi fondamentali dell’intero progetto. Il tema della legacy, quindi, non riguarda soltanto ciò che resterà materialmente dopo GO! 2025, ma anche ciò che continuerà a vivere nelle relazioni, nelle competenze e nelle abitudini di cooperazione sviluppate tra le due parti del confine.

Tra i componenti dell’Assemblea anche il veneziano Vittorio Baroni (intervistato da Radio Robin e citato da Il Piccolo), Fondatore di Europa Adriatica Nordest, già impegnato nell’area transfrontaliera come Project manager di #GO2025FENICE. La sua partecipazione nasce da una storia familiare che attraversa le fratture del Novecento e si trasforma in un impegno rivolto al futuro:

“Sono figlio di una famiglia Dalmata che aveva perso tutto essendo stati esuli da Zara. Porto con me la memoria del ‘900 nel quale le ideologie, i nazionalismi e i conflitti hanno diviso territori, comunità e perfino famiglie. Proprio questa storia rappresenta il mio spirito guida che ho ritrovato nelle finalità di Go! 2025! poiché mi riconosco profondamente nella Convenzione europea di Faro che invita a fare tesoro dei conflitti del passato e a riconoscere nell’eredità culturale comune dell’Europa una fonte di memoria, comprensione, identità e coesione. Per me il ricordo e la memoria sono valori importanti, sono risorse per favorire il dialogo, la fiducia, la comprensione reciproca e il coinvolgimento attivo delle minoranze come abbiamo fatto con l’Unione Italiana CNI e la Komel di Gorizia. Secondo me essere europei significa rispettare la propria eredità culturale e, nello stesso tempo, quella degli altri, per trasformare le ferite del Novecento in ponti europei, relazioni e cooperazione. Ritengo che la cultura europea si costruisce soprattutto con idee e riconoscimenti comuni che diventano fatti concreti, produzioni, formazione e con la partecipazione attiva delle comunità. Questa Assemblea transfrontaliera rappresenta per me lo spirito di Faro tradotto in azione, ovvero cittadini italiani e sloveni che mettono in comune esperienze e differenze per costruire insieme un futuro di pace e prosperità“.

La Convenzione di Faro, promossa dal Consiglio d’Europa, mette la persona e i valori umani al centro del patrimonio culturale. Invita a riconoscere l’eredità comune dell’Europa e a promuovere la coesistenza pacifica attraverso la fiducia, il dialogo e la comprensione reciproca. Richiama inoltre la responsabilità delle comunità e la partecipazione dei cittadini alla costruzione e alla trasmissione di questa eredità. A tal riguardo torna utile ricordare che il mese scorso in Italia state pubblicate le “Linee guida nazionali per la partecipazione pubblica” nell’ambito del Sesto Piano di azione nazionale per il Governo Aperto 2024-2026.

Alla fine del primo incontro, i pannelli riempiti di post-it hanno restituito l’immagine di un territorio ricco di esperienze, energie e relazioni, ma anche attraversato da ostacoli che non possono essere ignorati. La lingua, l’accessibilità delle informazioni, la continuità dei finanziamenti, il coordinamento istituzionale, la mobilità, il coinvolgimento dei giovani e la difficoltà di trasformare le collaborazioni occasionali in reti permanenti rappresentano alcune delle questioni sulle quali l’Assemblea sarà chiamata a lavorare.

Post-it sintesi del tavolo 1 – Cultura e creatività condotto da Olivia Ferrari di ISIG

Poi il lavoro è arrivato alla fase di sintesi. Le schede verdi hanno raccolto gli elementi capaci di favorire processi, relazioni e risultati, mentre quelle arancioni hanno fatto emergere ostacoli, limiti e problemi. Il confronto ha reso visibili differenze e possibili convergenze.

Schede di sintesi +/- del tavolo 1 – Cultura e creatività condotto da Olivia Ferrari di ISIG

Il risultato più importante della giornata, tuttavia, è già visibile nel metodo. Cittadini italiani e sloveni seduti attorno agli stessi tavoli, liberi di esprimere valutazioni anche critiche e chiamati a immaginare insieme il territorio verso una Visione 2035. Negli ultimi anni, GO! 2025 ha dimostrato che un confine può diventare un luogo d’incontro. Ora la sfida è trasformare l’eccezionalità della Capitale europea della Cultura in una normalità quotidiana fatta di cooperazione, servizi condivisi, relazioni e partecipazione.

Nel lodare l’impegno degli organizzatori della valida iniziativa, la riflessione di Europa Adriatica Nordest si focalizza su una riflessione che, a differenza delle infrastrutture materiali che collegano luoghi, quelle immateriali collegano persone, competenze e comunità. A tal riguardo l’Assemblea dei cittadini può diventare una di queste infrastrutture relazionali, nel senso di immaginarla come uno spazio nel quale la cultura rappresenta ciò che ereditiamo dal passato nell’ottica di ciò che scegliamo responsabilmente di costruire e di trasmettere insieme. Quindi il confine del futuro va oltre una linea di separazione per diventare uno spazio europeo nel quale incontrarsi, riconoscersi e progettare insieme.

Programma L’Ammiraglia 2026 Venezia Rovigno Lussino

Dal cuore di Venezia alle coste dell’Istria e del Quarnero, torna dall’11 al 13 giugno 2026 la 2^ edizione de L’AMMIRAGLIA, manifestazione velica internazionale in omaggio alla figura dell’Ammiraglio lussignano Agostino “Tino” Straulino, Campione Olimpico e Comandante dell’Amerigo Vespucci. Tre giorni tra sport, cultura, tradizioni marinare, musica, festa e cooperazione europea tra Venezia, Rovigno e Lussinpiccolo.

La manifestazione è organizzata da Yacht Club Venezia ed Europa Adriatica Nordest con il supporto Unione Italiana e Salone Nautico Venezia insieme a una qualificata partnership e il patrocinio di importanti istituzioni e organizzazioni di Italia e Croazia. Del Comitato Organizzatore, sotto l’egida della FIV Federazione Italiana Vela e della Federazione Croata di Vela HJS, fanno parte il Club Velico Maestral di Rovigno e il Club Velico Yugo di Lussinpiccolo.

(non defintivo, potrebbero intervenire variazioni)

Festa all’Arsenale di Venezia (con invito e conferma) dalle ore 19:00 con l’accoglienza delle canzoni popolari veneziane del Coro Serenissima Venezia. Ore 19:30 cena specialità chioggiotte del Main Partner Gruppo Boscolo Bielo e i tortelli del Pastificio Rizzo di Venezia. Serata conviviale Yacht Club Venezia ed Europa Adriatica Nordest con Aperitivo Bellini, Prosecco Canella, degustazioni dei dolci Margherini Milady, Bussolà giganti della Carmelina di Burano e Gelato delle Dolomiti. Ore 24:00 partenza della Regata.

Arrivo e ormeggio all’ACI Marina tra la mattina e il primo pomeriggio con accoglienza degli studenti della SMSI “Antonio Borme” che, dalle ore 08:30 alle 11:30, accompagneranno i regatanti alla Comunità degli Italiani “Pino Pudicin” di Rovigno. Punto Stampa ore 12:30 presso ACI Marina. Punto Stampa ore 14:30 alla Comunità degli Italiani, scambio dei doni e consegna libri ANVGD per la Biblioteca della Comunità. Ore 19:30 all’Ecomuseo Batana in Molo Grande consegna riconoscimenti Maestral e brindisi per L’AMMIRAGLIA con l’aperitivo Bellini insieme all’Unione Italiana, alla Città di Rovigno e alla Comunità degli Italiani “Pino Budicin”. Ore 20:00 inaugurazione XX Regata rovignese di imbarcazioni tradizionali con vela al terzo e latina, a seguire cena tipica istriana (con braccialetto pass) accompagnata dal Prosecco Canella nell’atmosfera della serata di festa e degustazione del Gelato delle Dolomiti.

Partenza da Rovigno alle ore 08:00. Arrivo e ormeggio al Porto di Lussinpiccolo entro metà pomeriggio. Accoglienza e alle ore 16:45 circa volo d’onore dell’idrovolante Adriatico accompagnato dal biposto Junkers. Ore 19:00 brindisi con l’Aperitivo bellini e cena con specialità lussignane (con invito e pass) al Ristorante Deveron bagnate dal Prosecco Canella. Ore 21:00, all’anfiteatro della Biblioetca di Lussino, premiazioni equipaggi della Regata con la consegna dei prestigiosi Leoni d’Argento L’AMMIRAGLIA di Meneghetti l’Orafo di Venezia insieme al Comune di Lussinpiccolo la Comunità degli Italiani, l’Ente del Turismo e i Partner. Ore 21:30 Concerto ANVGD dell’Orchestra del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste composta da 14 giovani musicisti tra violini primi e secondi, viole, violoncelli e contrabbasso, preparati dal Maestro Paolo Ciociola.

Alle ore 9:30, nel segno della memoria, del mare e della riconoscenza, gli organizzatori de L’AMMIRAGLIA e una delegazione di regatanti renderanno omaggio all’Ammiraglio Agostino “Tino” Straulino con la deposizione di una corona d’alloro presso la sua tomba nel Cimitero di San Martino a Lussinpiccolo, luogo che continua a custodire il ricordo di uno dei più grandi uomini di sempre del Mare Adriatico.

Dopo 100 anni torna l’idrovolante Venezia Lussino con i fratelli Boscolo Bielo di Chioggia

Sabato 13 giugno 2026 il cielo e il mare del Nordest Adriatico torneranno a unire le due sponde dopo un secolo nel segno degli storici collegamenti con l’idrovolante.

L’originale iniziativa è organizzata dall’Aeroporto Nicelli di Venezia con il supporto Aelia nell’ambito della Regata europea L’Ammiraglia, promossa da Yacht Club Venezia ed Europa Adriatica Nordest con Unione Italiana, ANVGD, circoli velici, Comuni, Comunità degli italiani di Rovigno e Lussino. Numerosi i patrocini e i partner italiani e croati con l’obiettivo di rafforzare i legami storici, culturali e marittimi tra le due sponde adriatiche attraverso sport, cultura, memoria e cooperazione europea.

Il primo volo del 13 giugno sarà tenuto a battesimo dai fratelli Ivano e Astellio Boscolo Bielo a bordo dell’unico idrovolante abilitato, oggi in Italia, per i voli commerciali. Partenza ore 15:30 dall’Aeroporto Nicelli del Lido di Venezia. Arrivati a Lussino sono previsti giri d’onore sopra la città dalle ore 16:45. Volo inaugurale accompagnato da un secondo aereo Junkers con passaggio sopra Rovigno.

Video storico a cura di Rita Cramer Giovannini, montaggio di Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz

Per l’occasione è stato realizzato un bozzetto artistico per un francobollo celebrativo a ricordo dei cent’anni 1926-2026 del volo SISA. La Società Italiana Servizi Aerei dei fratelli lussignani Cosulich è stata protagonista dell’aviazione civile delle rotte idrovolanti tra il Nord Italia, l’Istria, il Quarnero e la Dalmazia.

Tagliandi bagagli di alcune rotte aeree della SISA

L’iniziativa assume inoltre un particolare valore simbolico perché si inserisce nell’anno dei centenari del Nicelli e dell’Ordine Ingegneri Venezia. Le storiche rotte adriatiche della SISA collegavano Venezia, Trieste, Fiume, Torino, Pavia, Grado, Pola, Lussinpiccolo, Zara, Spalato, Sebenico, Ragusa, Cattaro, Ancona e Pescara, facendo dell’Adriatico uno spazio di connessione e mobilità tra le due sponde.

Gli idrovolanti trasformarono l’Adriatico in uno spazio unitario di relazioni economiche, culturali e turistiche. Fino al 1934 la SISA realizzò 12.093 voli, percorrendo oltre 4 milioni di chilometri. Trasportò 59.021 passeggeri, 84.952 chilogrammi di posta e giornali e ben 947.146 chilogrammi di merci e bagagli vari.

Video dell’idrovolante Aelia che riunirà le due sponde dell’Adriatico

“Stile Italiano” prende il volo al Pedrocchi tra Italia, Slovenia e Croazia

12.05.2026 – Al Caffè Pedrocchi di Padova si sono uniti il Gelato delle Dolomiti con i biscotti di Burano e l’idrovolante Adriatico per una conferenza degustativa promossa dall’Unione Italiana con progetto “Stile Italiano” che coinvolge oltre 185 imprese tra Veneto, Croazia e Slovenia. Nell’occasione è stato celebrato il 20° anniversario del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto guidato da Nela Sršen.

Incontro aperto da Marin Corva Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, che ha invitato il Vicesindaco Antonio Bressa a portare il saluto del Comune di Padova. Corva ha sottolineato come “Stile Italiano” www.stileitaliano.eu rappresenti “un progetto concreto per valorizzare imprese, territorio e identità italiana attraverso una rete moderna capace di creare nuove opportunità tra le due sponde dell’Adriatico”.

Nela Sršen, Console Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto, ha ricordato “il percorso lungo e impegnativo della Croazia verso l’integrazione europea” e il ruolo del Veneto, “legato storicamente alla Croazia da rapporti culturali, economici e umanitari”. Clicca qui e leggi tutto il discorso di Nela Sršen.

Protagonista dell’evento il “Gelato delle Dolomiti”, presentato in anteprima da Alberto Pierobon di Creative Menu. “È un prodotto che nasce dalla qualità delle materie prime e dalla tradizione dei maestri gelatieri delle Dolomiti”, ha spiegato, evidenziando il legame tra territorio, innovazione e stile di vita italiano.

Accanto al gelato è stato presentato “Biscù”, il biscotto al tiramisù della Biscotteria Veneziana Carmelina di Burano. Andrea Seno ha parlato di “un biscotto che vuole raccontare Venezia in modo contemporaneo, valorizzando uno dei dolci italiani più conosciuti nel mondo”.

Il Coordinatore di Europa Adriatica Nordest Vittorio Baroni ha messo in evidenza il percorso sviluppato dopo l’Intesa firmata nel 2023 al Teatro La Fenice di Venezia e la successiva Carta di Fiume anche con l’apporto di ANVGD: “L’Adriatico merita di essere vissuto sempre più come ponte tra comunità, economie e culture”.

Nel corso della conferenza Raffaele Ambruoso, AD dell’Aeroporto Nicelli del Lido di Venezia, ha rilanciato il progetto dei collegamenti in idrovolante tra le due sponde dell’Adriatico: “Vogliamo recuperare una tradizione storica nata a Lussino con le prime rotte civili del Novecento tra Venezia, Trieste e la costa orientale dell’Adriatico”.

Nella Sala Bianca del Pedrocchi gremita di partecipanti e animata dai gelatieri della Val di Zoldo hanno portato un contribuito Italia Giacca in rappresentanza di ANVGD Nazionale, il Presidente dell’Associazione Retina Veneto Antonio Ongaro, il Presidente dello Yacht Club Venezia Mirco Sguario e il proprietario dell’idrovolante Dario Zamuner di Aelia.

Al termine della conferenza Marin Corva ha consegnato la targa di Riconoscimento in vetro a Nela Sršen, Alberto Pierobon, Andrea Seno e Raffaele Ambruoso.

Al mattino l’emittente Antenna 3 Nordest ha ospitato a Treviso il progetto Stile Italiano con un’anteprima in diretta negli studi televisivi di San Biagio di Callalta.

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SCHEDE INFO

UNIONE ITALIANA

L’Unione Italiana, ai sensi dell’accordo bilaterale tra Italia e Croazia, è la massima organizzazione che rappresenta la Comunità Nazionale Italiana su tutto il territorio di insediamento storico in Croazia e Slovenia.La missione è tutelare, promuovere e sviluppare la lingua, la cultura e l’identità italiana in questi territori, rafforzando il senso di appartenenza e creando nuove opportunità per le generazioni presenti e future. Attraverso una rete capillare di comunità, scuole, istituzioni ed enti, l’Unione Italiana accompagna la vita della Comunità in tutte le sue dimensioni: dall’istruzione alla cultura, dalla ricerca storica alla comunicazione, fino al sostegno concreto ai giovani e alle attività economiche gestite da connazionali.

STILE ITALIANO

Stile Italiano, l’impresa che unisce mette al centro un progetto dedicato alla crescita dell’imprenditoria italiana tra Croazia, Slovenia e Italia. Stile Italiano è una piattaforma che valorizza aziende, professionisti, artigiani e nuove attività con strumenti moderni. Portale web e app, mappa interattiva e promozione digitale, formazione e networking. Oltre 185 imprese attive in molti settori, dal turismo ai servizi, dall’agroalimentare all’innovazione, confermano la forza di una rete che crea opportunità e rafforza il Made in Italy nell’Adriatico europeo. Stile Italiano unisce territori e comunità, favorisce collaborazioni tra le due sponde e promuove economia circolare, filiere corte, sostenibilità e sviluppo collaborativo.

EUROPA ADRIATICA NORDEST

Europa Adriatica Nordest è una rete di dialogo e cooperazione che vede nell’Adriatico non un confine, ma un ponte tra popoli, territori e opportunità. Un percorso di iniziative e progetti che unisce il Nordest italiano, sloveno e croato per la cultura, l’economia e lo sviluppo sostenibile. Punto centrale è stata l’Intesa firmata al Teatro La Fenice di Venezia nel 2023 con il sostegno dell’Unione Italiana, accordo tra enti e organizzazioni per rafforzare i rapporti transfrontalieri, guardando agli obiettivi europei di cooperazione, crescita e prosperità. Nel 2025 il percorso si è rafforzato con la Carta di Fiume, Decalogo Europeo orientato dalla Convenzione di Faro, che mette al centro persone, comunità e cooperazione tra territori per la promozione del Patrimonio Culturale. L’unione delle eccellenze del gusto attualizza ancor di più il messaggio di Stile Italiano dopo l’iscrizione (2025) della Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

CONSOLATO ONORARIO CROAZIA IN VENETO

Il percorso della Croazia verso l’integrazione europea è stato lungo e impegnativo, culminato con l’ingresso nell’Unione Europea il 1° luglio 2013. Dopo le devastazioni del conflitto degli anni ’90, il Paese ha saputo ricostruirsi con dignità e determinazione, valorizzando le proprie risorse e la propria identità. Fondamentale è stato il sostegno del Veneto, legato storicamente alla Croazia da rapporti culturali, economici e umanitari. Oggi questo legame si rafforza attraverso iniziative condivise, inclusi percorsi enogastronomici che amalgamano i popoli rispecchiando la nostra vita, unendo tradizione e identità. L’adozione dell’euro rappresenta un ulteriore passo verso una piena integrazione europea e uno sviluppo sostenibile. Nel 2026 si festeggia il 20° anniversario del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia in Veneto con sede a Padova.

GELATO DELLE DOLOMITI

Il Gelato delle Dolomiti nasce dall’incontro tra natura, tradizione, cultura del gusto e richiama un territorio unico al mondo, dove l’aria pulita, l’acqua di montagna e il valore delle cose fatte bene ispirano un prodotto autentico e contemporaneo. È un gelato che guarda alla qualità delle materie prime, alla lavorazione accurata e alla ricerca di sapori equilibrati. Il nome racconta anche una storia italiana fatta di maestri gelatieri, famiglie, laboratori e passione. Nelle vallate dolomitiche il gelato è da generazioni simbolo di creatività, lavoro e capacità di innovare senza perdere le proprie radici. Il Gelato delle Dolomiti vuole trasformare questa eredità in un’identità nuova, elegante e riconoscibile. Non è solo un prodotto, ma un messaggio positivo di eccellenza italiana, territorio, benessere e stile di vita. Un gusto che nasce tra le montagne e parla al mondo.


BISCOTTO DI BURANO AL TIRAMISÙ

Biscù, cioè il biscotto al tiramisù, raffinata creazione della Biscotteria Veneziana Carmelina dell’isola di Burano, eccellenza che interpreta con stile contemporaneo uno dei dolci simbolo d’Italia. Note di cacao, caffè e vaniglia danno vita a un biscotto elegante e originale perfettamente inserito nello spirito di Stile Italiano dell’Unione Italiana. La Biscotteria Veneziana partecipa per valorizzare qualità, impresa, tradizione e nuove opportunità attraverso prodotti capaci di raccontare il territorio. Biscù incontra il Gelato delle Dolomiti in un originale gemellaggio del gusto. La freschezza del gelato, il carattere del caffè e la personalità del biscotto creano un’esperienza armoniosa che unisce Venezia e le Dolomiti nel segno dell’eccellenza italiana.

AEROPORTO NICELLI VENEZIA

L’Aeroporto Nicelli rappresenta uno dei luoghi più affascinanti dell’aviazione veneziana e adriatica. Inaugurato negli anni Trenta al Lido di Venezia, conserva ancora oggi il fascino dell’architettura storica e della grande stagione dei voli sul mare. Situato tra laguna, Adriatico e città storica, il Nicelli è stato per decenni porta d’ingresso elegante a Venezia per aviatori, personalità internazionali e collegamenti turistici d’élite. Oggi lo scalo rilancia la propria vocazione strategica guardando anche alla mobilità sostenibile e ai collegamenti turistici dell’Alto Adriatico. In questo contesto tornano di grande interesse i voli con idrovolante tra Venezia, l’Istria e il Quarnero, capaci di unire in pochi minuti città, isole e coste storicamente legate dalla cultura marinara veneziana e dai rapporti tra le due sponde dell’Adriatico.

Il dialetto fiumano parla anche veneziano

Riconoscimento storico del dialetto fiumano che entra ufficialmente nel Registro dei beni culturali immateriali della Croazia europea, con una decisione formalizzata dal Ministero della Cultura e dei Media e resa pubblica il 7 aprile 2026.

Dal punto di vista linguistico, il fiumano conserva una chiara matrice veneziana. Deriva infatti in larga parte da quel veneziano “di base” diffusosi per secoli nei porti dell’Istria e della Dalmazia, diventando lingua di scambio, di relazioni sociali e di vita quotidiana. Per questo condivide con il veneziano struttura grammaticale, costruzioni sintattiche e lessico fondamentale. In molti casi, le frasi coincidono quasi del tutto: “Mi vado a casa” resta sostanzialmente identica sia in veneziano sia in fiumano.

La vicinanza tra veneziano e fiumano emerge anche nel lessico quotidiano e nelle forme più semplici del parlato: “xe” per dire “è”, “fio” per “ragazzo”, “magnar” per “mangiare”, “vecio” per “vecchio”, fino a costruzioni come “mi son”, “andemo” e “parlemo”, che mostrano con immediatezza una comune matrice linguistica adriatica. Ma il fiumano non è una semplice variante locale: è una lingua di confine, plasmata nei secoli dall’incontro tra mondo veneto, italiano, croato e mitteleuropeo.

Per questo il riconoscimento ottenuto in Croazia non tutela soltanto un dialetto, ma una memoria collettiva, urbana e adriatica. Il fiumano è storia vissuta, identità parlata e patrimonio europeo da custodire.

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Chioggia, incontro 7 Mari, Yacht Club Venezia, Lega Navale Italiana ed Europa Adriatica Nordest

L’Ammiraglia 2026 prende il largo nel nome di Straulino e della cultura del Mare Adriatico

La nuova edizione de L’AMMIRAGLIA è pronta a salpare verso le rotte adriatiche in onore di Agostino Straulino, leggendario campione olimpico della vela, uomo di mare e simbolo identitario dell’Adriatico orientale, nato a Lussinpiccolo e divenuto figura di riferimento internazionale della marineria italiana.

Si è svolto oggi a Chioggia un incontro di coordinamento nella sede dell’Associazione 7 Mari, con il Presidente Oscar Nalesso insieme a Paolo Sambo, il Presidente della Lega Navale Italiana – Sezione di Chioggia Antonello Cisotto con il Consigliere Luciano Penzo, il Presidente dello Yacht Club Venezia Mirko Sguario e il Coordinatore di Europa Adriatica Nordest Vittorio Baroni.

Nel meeting tutti i partecipanti hanno convenuto sull’opportunità di sviluppare insieme le potenzialità offerte dal mare con l’obiettivo di creare sinergie operative, consolidando una visione che guarda alla nautica, alla cultura marittima, alla formazione e alla cooperazione adriatica come leve concrete di sviluppo territoriale. A tal riguardo è stato formato un gruppo di lavoro con focus sulla regata L’AMMIRAGLIA tra Veneto, Istria e Quarnero, nonché sulla promozione di iniziative condivise nell’ottica della crescita della cultura del mare.

L’incontro di Chioggia assume un significato particolare perché mette in rete soggetti che, ciascuno con una propria identità, rappresentano oggi un patrimonio importante per il rilancio della vocazione marittima dell’Alto Adriatico tra Italia e Croazia. Il progetto è partecipato dalla Console Onoraria dela Croazia in Veneto Nela Sršen.

L’Associazione 7 Mari si è infatti affermata nel tempo come una realtà capace di promuovere eventi e riflessioni dedicate al mare, al mondo della navigazione, alla memoria marinara e al coinvolgimento delle nuove generazioni, con una chiara impostazione culturale e civile. La sua azione ha contribuito a riportare Chioggia al centro di una narrazione che vede nell’Adriatico non un confine, ma uno spazio di relazione e appartenenza.

Allo stesso modo, la presenza della Lega Navale Italiana di Chioggia conferma il valore di un presidio storico della marineria cittadina. La sezione clodiense si colloca nel solco di una tradizione che a Chioggia ha sempre intrecciato sport nautico, educazione al mare, promozione della navigazione e radicamento nella comunità locale. La partecipazione della Lega Navale rafforza la volontà di portare nella costruzione de L’AMMIRAGLIA un contributo fatto di esperienza, conoscenza del territorio e spirito di squadra.

Di particolare rilievo la partecipazione dello Yacht Club Venezia che opera in tandem con Europa Adriatica Nordest per la nuova edizione de L’AMMIRAGLIA in una prospettiva progettuale che unisce tradizione e visione contemporanea, con l’obiettivo di far crescere una regata capace di essere al tempo stesso evento sportivo, racconto identitario e piattaforma di relazioni adriatiche.

Nel tavolo di Chioggia è stato affermato che il mare deve tornare ad essere infrastruttura culturale e strategica per i territori che si affacciano sull’Adriatico. In questo quadro, L’AMMIRAGLIA 2026 si propone non solo come appuntamento velico, ma come un vero Gran Tour del Mare, capace di collegare Veneto, Istria e Quarnero attraverso un progetto che tiene insieme vela, memoria, promozione territoriale, dialogo europeo e valorizzazione delle comunità costiere. Una formula che si è rivelata vincente nella 1^ edizione 2025 (vedi qui il Reportage) come ponte tra le due sponde adriatiche nel nome della vela, della sostenibilità e della comune identità europea.

La dedica a Straulino rafforza ulteriormente il profilo simbolico dell’iniziativa. Il grande campione lussignano, ufficiale di Marina e interprete autentico del mare Adriatico, rappresenta infatti una figura ideale per ispirare un progetto che vuole rimettere al centro la navigazione come cultura, la rotta come relazione e il mare come casa comune delle comunità adriatiche.

Da Chioggia, dunque, arriva un segnale di dialogo, tra realtà che vivono il mare in modo autentico, per nuova stagione di progettualità marittima capace di parlare non solo agli appassionati di vela, ma all’intero sistema culturale e territoriale dell’Adriatico.

Abdon Pamich, memoria viva tra le sponde adriatiche. Evento ANVGD a Roncade

Roncade – Treviso, 28 marzo 2026 – Il Ristorante Perché ha ospitato una piacevole serata, partecipata da più di 100 persone, di notevole intensità di memoria, sport e identità adriatica dedicata ad Abdon Pamich. Evento organizzato da ANVGD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, giunto alla sua 6^ edizione, nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo con il Saluto iniziale del Sindaco del Comune di Roncade Marco Donadel e Presidente della Provincia di Treviso.

Protagonista assoluto dell’incontro è stato il grande campione della marcia azzurra, esule da Fiume e medaglia d’oro olimpica a Tokyo 1964, oggi figura simbolo di una storia che intreccia sacrificio, talento e appartenenza.

L’evento è stato introdotto da Italia Giacca, Consigliere Nazionale ANVGD, e coordinato con grande sensibilità dal giornalista Renato Malaman in un dialogo capace di ripercorrere le tappe sportive e umane di una delle figure più rappresentative della memoria giuliano-dalmata. A seguire Cena Istriana con l’atmosfera arricchita dal musicista e cantante fiumano Francesco Squarcia.

Italia Giacca ha rievocato la propria esperienza di esule dal borgo istriano di Stridone, mostrando una piccola teiera che era riuscita a portare con sé come preziosa traccia di memoria familiare.

Nel suo intervento Italia Giacca ha inoltre ricordato di aver condiviso la propria testimonianza con più di 2.500 alunni di oltre 100 classi, contribuendo a trasmettere alle nuove generazioni il valore umano e storico dell’esodo.

PAMICH, PONTE TRA FIUME, ITALIA ED EUROPA

Nel racconto della serata è emersa con forza la figura di Abdon Pamich come ponte tra mondi tra Fiume e l’Italia, tra passato e futuro, tra identità e integrazione europea. La sua vicenda personale – segnata dall’esodo e dalla ricostruzione – si è intrecciata con la storia sportiva, fino a diventare simbolo di una generazione che ha trasformato una frattura storica in occasione di riscatto. In questa prospettiva, Pamich non è solo un campione olimpico, ma un riferimento culturale capace di tenere insieme memoria, dignità e appartenenza, in una dimensione che oggi parla pienamente all’Europa.

La figura di Pamich è tornata al centro dell’attenzione anche grazie al film Rai “Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich” con la regia di Alessandro Casale che ha contribuito a rilanciare su scala nazionale la sua storia umana e sportiva. Un racconto che supera i confini della cronaca sportiva per entrare nella dimensione della memoria collettiva, restituendo al pubblico una vicenda esemplare. A questo si aggiunge la presenza di Abdon Pamich e Dario Zaccariotto, tra i tedofori 2026 delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, ulteriore segno di un riconoscimento che non riguarda solo i risultati, ma il valore simbolico di un percorso di vita.

LA VIOLA DI FRANCESCO SQUARCIA, VOCE DI FIUME

A rendere ancora più coinvolgente la serata è stata la presenza del musicista e cantante fiumano Francesco Squarcia, la cui viola ha accompagnato l’intero evento creando un filo emotivo continuo tra parole e memoria.

Le sue esecuzioni hanno saputo evocare atmosfere profonde, restituendo attraverso la musica il senso di appartenenza e nostalgia che caratterizza la cultura fiumana.

Un contributo artistico che ha trasformato l’incontro in un’esperienza immersiva, capace di unire racconto, identità e sensibilità.

LA PERSONA AL CENTRO: “DECALOGO EUROPEO DI FIUME” DEDICATO A PAMICH

Durante la serata è intervenuto Vittorio Baroni, autore e coordinatore di Europa Adriatica Nordest di famiglia Dalmata da Zara, che ha voluto dedicare simbolicamente ad Abdon Pamich la “Carta di Fiume – Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale”, sottoscritta il 6 maggio 2025 a Palazzo Modello di Fiume.

Un gesto dal forte valore civile che ha richiamato il primo punto del Decalogo, “La persona al centro: ogni persona ha il diritto di partecipare alla vita culturale e di godere del patrimonio trasmesso da chi ci ha preceduto”. In questa chiave, Abdon Pamich è egli stesso Patrimonio Culturale, perché incarna una storia viva che si trasmette attraverso l’esperienza, il racconto e la testimonianza. Una visione che amplia il concetto di patrimonio oltre i luoghi e gli oggetti, riconoscendo nelle persone il primo elemento di continuità culturale europea.

Nell’occasione, Vittorio Baroni ha richiamato le radici e il cammino di Europa Adriatica Nordest come spazio di relazione, memoria e progettualità tra le due sponde, invitando i presenti a partecipare alla seconda edizione della Regata L’AMMIRAGLIA Venezia – Rovigno – Lussino, in programma dall’11 al 13 giugno 2026.

LA CENA ISTRIANA TRA GUSTO E IDENTITÀ

La seconda parte della serata ha assunto il tono conviviale della tradizione adriatica con la Cena Istriana, curata dalla gastronoma Anna Maria Pellegrino, volto noto di Rai 3 “Geo”, e realizzata con la firma dello chef Luca Boldrin del Ristorante Perché.

Un percorso gastronomico pensato come parte integrante dell’esperienza culturale. Antipasto di prosciutto in crosta con asparagi al vapore e uova in camicia, risotto con erbette primaverili mantecato al parmigiano, frittura mista di paranza con bieta e patate saltate, fino alle palacinke con gelato alla crema. Il tutto accompagnato dalla Malvasia istriana della storica azienda agricola Coronica di Babići Umago, a suggellare il legame tra territorio, memoria e identità.

POSTER DELLE 6 EDIZIONI

Diplomazia e letteratura: 100 giovani a tu per tu con l’Ambasciatore Trichilo

Evento culturale molto partecipato di grande interesse al Foscarini di Venezia che dal 1945 al 1955 fu Centro Raccolta Profughi dall’Istria, Fiume e Dalmazia

Aula magna gremita e grande attenzione degli studenti del Liceo Classico ed Europeo Marco Foscarini di Venezia per l’incontro con Paolo Trichilo Ambasciatore d’Italia in Croazia e già Ambasciatore d’Italia in Slovenia, protagonista della conferenza sul tema Diplomazia e letteratura.

Il libro di Paolo Trichilo “Diplomazia e letteratura. Gli otto diplomatici vincitori del Premio Nobel per la letteratura” (ETPbooks, 2023)

Evento culturale in vista del Giorno del Ricordo che ha coinvolto liceali, docenti e ospiti rafforzando il legame tra scuola, cultura e istituzioni internazionali. Il Rettore Alessandra Artusi ha introdotto i lavori (download file indirizzo di saluto) coordinati da Vittorio Baroni, autore e studioso di Europa Adriatica Nordest (download file scheda storica sul Foscarini).

da sx Rettore Alessandra Artusi, Ambasciatore Paolo Trichilo, Coordinatore Vittorio Baroni – Foto Nadia De Lazzari

Presenti Alessandro Cuk Vicepresidente Nazionale Anvgd, la Direzione marittima del Veneto con il Capitano Sergio Colombo e Giovanni Alliata Presidente della Fondazione Archivio Vittorio Cini.

Al centro della conferenza il volume dell’Ambasciatore Trichilo “Diplomazia e letteratura. Gli otto diplomatici vincitori del Premio Nobel per la letteratura” (ETPbooks, 2023), che indaga un capitolo poco noto della storia culturale europea e mondiale. Il libro ripercorre le vicende umane e professionali di otto figure straordinarie capaci di coniugare l’attività diplomatica con una produzione letteraria di altissimo livello: Gabriela Mistral, Saint-John Perse, Ivo Andrić, Yorgos Seferis, Miguel Ángel Asturias, Pablo Neruda, Czesław Miłosz e Octavio Paz, premiati con il Nobel tra il 1945 e il 1990.

“Diplomazia e letteratura non sono termini contraddittori al contrario – ha detto Trichilo – possono convivere e rafforzarsi reciprocamente, come dimostra il fatto che ben otto diplomatici di alto livello siano stati insigniti del Premio Nobel per la Letteratura. La parola scritta, come l’azione diplomatica, nasce dall’ascolto, dall’osservazione e dalla capacità di interpretare il mondo”.

“La visita dell’Ambasciatore – ha affermato il Rettore Artusi – ha permesso ai nostri studenti di confrontarsi con lui su temi significativi, soprattutto per chi tra loro vorrà intraprendere la carriera diplomatica”.

“Il Foscarini è un luogo di dialogo europeo – ha ricordato Baroni – scuola e centro di accoglienza per gli esuli dell’Adriatico orientale, oggi spazio di memoria civile dove letteratura e diplomazia aiutano a leggere la storia e il presente”.

L’Ambasciatore ha voluto sostare davanti alla targa in pietra per onorare il Ricordo. Dal 1945 al 1955 il Foscarini diventò Centro Raccolta Profughi di diverse centinaia di esuli dall’Istria, Fiume e Dalmazia che furono accolti, anche nell’attuale aula magna, in piccoli spazi di circa dieci metri quadrati assegnati alle famiglie.

da sx Coordinatore Vittorio Baroni, Rettore Alessandra Artusi, Ambasciatore Paolo Trichilo, Vocepresidente ANVGD Alessandro Cuk – Foto Nadia De Lazzari

“Il Foscarini fu un centro di accoglienza per dieci anni, a partire dal 1945, degli esuli provenienti dall’Istria e dalla Dalmazia, ed è quindi un luogo, oltre che storico e prestigioso, con un valore particolare nella storia dell’esodo italiano. Ho avuto il piacere di ricordare questo collegamento, in virtù del quale era nato questo invito”, ha dichiarato Paolo Trichilo al termine dell’incontro.

Particolarmente apprezzato il confronto finale con i giovani Maddalena Padoin e Alessandro Spinato intervenuti con domande e riflessioni.

Grande partecipazione di giovani all’evento con l’Ambasciatore – Foto Nadia De Lazzari

“Durante la conferenza a tema Diplomazia e Letteratura, tematica sulla quale ho scritto un libro, ho avuto modo di interagire anche con ospiti esterni. Gli studenti mi hanno posto una serie di domande sia relative al tema trattato che, una volta finita la conferenza, riguardo la carriera diplomatica. È stato piacevole parlare con i ragazzi a microfoni spenti di vari temi come l’Unione Europea, le relazioni internazionali e la diplomazia. Parlando con la dirigente ho avuto un riscontro positivo e di soddisfazione da parte degli studenti, che erano del quinto anno”, ha concluso Trichilo.

Nel refettorio del Foscarini insieme allo staff di cucina – Foto Nadia De Lazzari

A suggello della giornata, l’Ambasciatore Trichilo, insieme alla consorte Laura, al Rettore Alessandra Artusi e al Coordinatore Vittorio Baroni, ha voluto esprimere un ringraziamento sentito e pubblico al personale della cucina del Foscarini per il pranzo condiviso nel refettorio storico dell’Istituto.

Un momento di autentica convivialità che ha visto protagonisti i responsabili di cucina Stefano Cestino e Cosma Damiano Rubini, affiancati dai cuochi Salvatore Cutolo, Giovanna Zaghi, Francesco Ferraro, Antonio Fiore e Mattia Fatibene, insieme a tutto lo staff dei collaboratori scolastici.

Un’esperienza del gusto autentico che ha offerto una testimonianza concreta dell’eccellenza della Cucina Italiana, oggi riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, capace di trasmettere valori di cultura, identità e dialogo, e di rafforzare, anche in ambito educativo, il senso di comunità e appartenenza.

GALLERIA FOTO

RASSEGNA STAMPA

GIORNALE DIPLOMATICO https://www.giornalediplomatico.it/lezione-amb-trichilo-su-diplomazia-e-letteratura-ai-giovani-di-venezia.htm

TV CAPODISTRIA https://365.rtvslo.si/arhiv/tuttoggi/175192793

LA VOCE DEL POPOLO https://lavoce.hr/attualita/tra-memoria-dellesodo-e-sfide-diplomatiche

AGENZIA 9 COLONNE https://www.9colonne.it/588031/edicola-emigrazione-amb-trichilo-presenta-libro-diplomazia-e-letteratura

IL GAZZETTINO https://edicola.ilgazzettino.it/articolo/22034745/liceo-classico-ed-europeo-liceo-classico-ed-europeo-marco-foscarini-ospita-oggi-alle-11-la-con

25VENICE.PRESS https://25venice.press/2026/01/23/100-liceali-veneziani-a-tu-per-tu-con-ambasciatore-trichilo

IL PIAVE QUOTIDIANO https://www.ilpiave.it/incontro-con-lambasciatore-trichilo-a-venezia.php

NORDEST 24 https://www.nordest24.it/ambasciatore-trichilo-foscarini-diplomazia-letteratura-2026

ANVGD NAZIONALE https://www.anvgd.it/diplomazia-e-letteratura-al-liceo-foscarini-di-venezia/

CAFÈTV24 https://www.cafetv24.it/top-news/venezia-100-giovani-a-tu-per-tu-con-lambasciatore-trichilo-il-tema-diplomazia-e-letteratura-ha-riempito-laula-magna-del-foscarini

PRIMA VENEZIA https://primavenezia.it/cultura/diplomazia-e-letteratura-lambasciatore-paolo-trichilo-incontra-gli-studenti-sul-valore-delle-parole

VENETO TODAY https://venetotoday.it/ambasciatore-trichilo-foscarini-diplomazia-letteratura-2026

ITALIA CHIAMA ITALIA https://www.italiachiamaitalia.it/diplomazia-e-letteratura-lambasciatore-paolo-trichilo-incontra-gli-studenti-a-venezia

🎭 L’Istria a Venezia per il Carnevale delle Olimpiadi con 8 Comunità degli Italiani nel segno della Pace

Il nuovo anno si apre nel segno della cultura, della partecipazione attiva e della Pace insieme alle 8 Comunità degli Italiani di Crassiza, Buie, Castelvenere, Momiano, Albona, Valle, Gallesano e Dignano.

Il progetto Le Due Sponde Adriatiche – Carnevale 2026 Olympus Edition ha chiuso il ciclo delle tappe istriane e ora guarda a Venezia, dove il primo febbraio 2026 le Comunità degli Italiani sfileranno sul Canal Grande. Un percorso che ha unito territori, persone e storie, trasformando l’attesa in partecipazione attiva.

Crassiza laboratorio del Buiese

Alla Comunità di Crassiza, con il coinvolgimento delle Comunità degli Italiani del Buiese di Buie, Castelvenere e Momiano, il progetto ha preso forma come esperienza collettiva. I laboratori hanno dimostrato come l’artigianato veneziano possa diventare strumento di socialità, educazione e scoperta personale. La mostra finale ha restituito il valore di un patrimonio radicato nella storia e vissuto nel presente.

Albona ponte culturale adriatico

Ad Albona, nella Comunità “Giuseppina Martinuzzi”, il legame con Venezia si è intrecciato alla memoria urbana e simbolica della città. Due giornate di lavoro creativo hanno coinvolto generazioni diverse, mentre la mostra ha esibito una collezione di opere di alto artigianato veneziano e le maschere nate dal laboratorio, testimoniando così un dialogo culturale vivo e partecipato.

Valle culla dell’identità veneziana

A Valle, nello storico Palazzo Bembo, il progetto ha assunto una dimensione corale. Le Comunità degli Italiani di Valle, Gallesano e Dignano hanno lavorato insieme trasformando un luogo carico di venezianità in spazio contemporaneo di incontro. La mostra ha attirato cittadini e visitatori, confermando il valore pubblico dell’iniziativa.

Maestri e partecipanti

Elemento comune delle tre tappe è stata la guida dei maestri veneziani Franco Gabriele Cecamore e Lucio Lizzul coordinati dall’autore Vittorio Baroni. Attorno a loro giovani e adulti hanno condiviso tempo, gesti e creatività. I laboratori hanno generato non solo le maschere che verranno indossate alla sfilata sul Canal Grande di Venezia, ma relazioni, orgoglio e consapevolezza culturale.

Il ruolo dell’Unione Italiana

Il Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, ha sintetizzato il senso del progetto come percorso che unisce memoria e futuro in attuazione dell’Intesa Europa Adriatica Nordest. “Le tappe istriane – ha detto Corva – mostrano come la cultura condivisa rafforzi identità e lingua italiana, dialogo e cooperazione. Le Due Sponde non separano, ma costruiscono ponti, trasformando l’Adriatico in spazio di pace, partecipazione e visione europea”.

Le voci delle Comunità degli Italiani

I Presidenti delle Comunità coinvolte – Mate Mekiš a Crassiza, Daniela Mohorović ad Albona e Fabrizio Fioretti a Valle – hanno sottolineato il valore sociale ed educativo dei laboratori. Tutti hanno evidenziato l’entusiasmo dei partecipanti, l’emergere di nuovi talenti, il ruolo dei giovani e l’importanza di sentirsi parte attiva di una storia comune che continua.

Pace come orizzonte

Il progetto si inserisce in un contesto più ampio che lega Olimpiadi, cultura e dialogo tra popoli. La pace non è evocata come concetto astratto, ma praticata attraverso incontri, lavoro condiviso e rispetto delle identità. È questo il messaggio che accompagna il passaggio verso Venezia.

Verso Venezia 2026

Con l’inizio del nuovo anno, Le Due Sponde Adriatiche entrano nella loro fase simbolicamente più forte. Il primo febbraio 2026, sul Canal Grande a bordo di cinque barche tipiche veneziane, le Comunità degli Italiani porteranno a Venezia il frutto del lavoro istriano. Sarà una celebrazione di pace, cultura e continuità adriatica, un augurio concreto per il 2026.

Foto laboratori e mostre (selezione)

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