“Oltre le Radici”, a Venezia confronto sul futuro europeo del Nordest

Ascolta l’intervista a Giorgia Meloni di Roberto Papetti

Europa Adriatica Nordest ha partecipato il 30 settembre a Venezia a “Oltre le Radici – Il modello del Nord-Est tra Europa, impresa e futuro”, l’incontro promosso da Il Gazzettino alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista.

Oltre 250 persone hanno seguito un confronto dedicato alla capacità del Nordest di trasformare la propria identità economica, culturale e produttiva in crescita, innovazione e competitività. Dopo i saluti del Direttore responsabile Osvaldo De Paolini e del Direttore editoriale Roberto Papetti, sono intervenuti il Sindaco di Venezia Simone Venturini e la Presidente de Il Gazzettino Azzurra Caltagirone. In videocollegamento la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra i protagonisti anche Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale del Veneto, e il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani.

Il programma ha messo al centro alcuni dei grandi fattori della competitività contemporanea, dall’innovazione all’internazionalizzazione, dall’energia agli investimenti, dal capitale umano alla cultura e al turismo.

Fare sistema su scala europea

Particolarmente significativo l’intervento della presidente de Il Gazzettino Azzurra Caltagirone, che ha posto l’accento sulla necessità di guardare oltre la capacità di adattamento che ha caratterizzato storicamente il Nordest, sviluppando una visione capace di affrontare le trasformazioni in corso.

«Soprattutto serve fare sistema. La competitività non dipende più dalla singola azienda, ma dall’ambiente in cui opera», ha affermato Caltagirone, sottolineando come aggregazione, investimenti e alleanze siano sempre più determinanti.

Il passaggio alla dimensione europea è stato ancora più esplicito. «La partita ora si gioca su una scala più ampia: quella europea». Per il Nordest, ha spiegato Caltagirone, l’Europa rappresenta lo spazio nel quale «misurarsi, attrarre investimenti, costruire alleanze». Le imprese del territorio sono infatti inserite nelle grandi filiere continentali e molte delle decisioni che ne determinano la competitività riguardano energia, politica industriale e commercio.

Nel suo intervento Venezia è diventata anche un riferimento simbolico, come città capace di rimanere fedele alla propria storia aprendosi contemporaneamente al mondo e attraversando i confini.

Policrisi, AI e responsabilità

Nel suo intervento la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha richiamato il concetto di “policrisi”, descrivendo una fase nella quale crisi e trasformazioni differenti si sovrappongono e interagiscono tra loro. Un quadro che impone di considerare insieme dinamiche geopolitiche, economiche, energetiche e tecnologiche, anziché affrontarle come fenomeni separati. In questo scenario si inserisce anche la crescita dell’intelligenza artificiale, rispetto alla quale Meloni ha posto in particolare il tema della responsabilità, indicando una delle questioni centrali che accompagneranno l’evoluzione dei sistemi autonomi e il loro impatto sulla società.

Una prospettiva sull’innovazione ripresa anche dal Presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia: «L’AI e le nuove opportunità ci aiutano a continuare a crescere», ha affermato, utilizzando l’evoluzione della medicina come esempio di come le nuove tecnologie possano offrire strumenti sempre più avanzati alle competenze professionali.

La venezianità che unisce

Nel saluto del Sindaco di Venezia Simone Venturini è emerso un altro elemento strettamente collegato alla storia e all’identità del territorio. La venezianità ha saputo costruire risultati quando energie differenti sono riuscite a convergere e a procedere verso una direzione comune.

Venturini ha invitato a interpretare il proprio tempo senza nostalgia, mettendo insieme politica, imprenditori, comunità e informazione. «Cercare ciò che unisce, non quello che divide. Non campanili, ma procedere tutti insieme», ha affermato.

Una cultura della relazione e della collaborazione che assume oggi un significato nuovo davanti a sfide economiche, tecnologiche e sociali che superano inevitabilmente i confini dei singoli territori.

Dal Nordest allo spazio europeo

Le riflessioni emerse durante l’incontro intercettano alcuni dei temi di interesse di Europa Adriatica Nordest. «Da questo confronto emerge una necessità chiara – evidenzia il fondatore di Europa Adriatica Nordest Vittorio Baroni – il Nordest ha bisogno di visione, deve fare sistema e deve saperlo fare su scala europea, superando i confini quando economia, infrastrutture, cultura e comunità costruiscono relazioni più ampie. È una prospettiva vicina al percorso di Europa Adriatica Nordest e alla riflessione che stiamo sviluppando con NAME, il Nordest Adriatico Montano Europeo».

Una riflessione che guarda quindi al Nordest attraverso una geografia più ampia delle relazioni. Imprese e capitale umano, ricerca e innovazione, infrastrutture materiali e immateriali, energia, cultura e comunità costituiscono parti di un ecosistema nel quale la capacità dei territori di crescere dipende sempre più dalle connessioni e dalle alleanze che riescono a costruire.

In questa direzione si colloca la progressiva elaborazione di NAME – North Adriatic Mountain Europe, una visione che interpreta Adriatico, pianura e spazio alpino come componenti interconnesse di una possibile comunità territoriale europea.

Venezia ⚓ cambio alla Direzione Marittima del Veneto

Castioni raccoglie l’eredità di Marini

Il 25 settembre 2026 nella sede della Capitaneria di porto di Venezia a Santa Marta, Enrico Castioni è subentrato a Filippo Marini assumendo la guida della Direzione Marittima del Veneto e il comando del porto di Venezia.

Europa Adriatica Nordest ha il piacere di raccontare l’emozionante passaggio di consegne mediante i video integrali con le parole del Contrammiraglio Filippo Marini, del Contrammiraglio Enrico Castioni, dell’Ammiraglio di Divisione Flavio Biaggi Comandante Interregionale Marittimo Nord, e dell’Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

L’ingresso del Gonfalone di San Marco, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha aperto la mattinata. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni civili e militari, il Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (Porti di Venezia e Chioggia) Matteo Gasparato e delle Forze dell’ordine. Il Comune di Venezia era rappresentato dalla Vicesindaco Francesca Zaccariotto e dal Consigliere Delegato Massimiliano De Martin.

Il bilancio di Marini

Filippo Marini lascia il comando dopo tre anni di attività. Nel suo intervento ha ricordato il lavoro svolto per migliorare la sicurezza della navigazione, l’accessibilità nautica e l’operatività dello scalo. Ha richiamato gli adeguamenti del canale Malamocco-Marghera, il percorso verso il nuovo terminal crociere e l’apertura della sede distaccata della Capitaneria nel cuore commerciale e industriale di Porto Marghera.

Un mandato sviluppato attraverso il dialogo con l’Autorità portuale e con le istituzioni impegnate nella gestione di un sistema nel quale convivono traffici commerciali, industria, pesca, diportismo, crociere e tutela ambientale.

Le priorità di Castioni

Enrico Castioni, veronese e con oltre quarant’anni di servizio, ritorna in un territorio conosciuto fin dagli inizi della carriera. Nel suo intervento ha indicato le principali complessità del sistema veneziano. Il Mose, il polo industriale, il traffico crocieristico, la pesca e le esigenze della comunità portuale.

Il nuovo direttore marittimo ha assicurato piena collaborazione alle autorità e agli operatori. Alle donne e agli uomini della Capitaneria ha chiesto attenzione ai particolari, senso di responsabilità e capacità di segnalare con chiarezza le criticità.

Una responsabilità per l’Adriatico

Gli interventi di Flavio Biaggi e Sergio Liardo hanno collocato l’avvicendamento nella più ampia dimensione nazionale e strategica del mare. Venezia e il Veneto rappresentano un nodo centrale per la sicurezza, la portualità, l’economia e la protezione dell’ambiente nell’Alto Adriatico.

Il passaggio tra Marini e Castioni assume così il valore della continuità istituzionale e operativa. Un cambio al vertice che riguarda il porto, la Laguna e un sistema marittimo chiamato a tenere insieme sviluppo, sicurezza e tutela del territorio.

Evento di successo Fly-In Rotary 2026 all’Aeroporto Nicelli di Venezia

Podcast Fly–In Venice 2026 IFFR Rotary Aeroporto Nicelli Venezia

Tredici velivoli storici e oltre 400 partecipanti da numerosi Paesi. All’Aeroporto Nicelli di Venezia – Partner di Europa Adriatica Nordest – piloti, bambini e Rotariani nel segno delle relazioni internazionali e della pace. Annunciato il progetto del Business Center Nicelli.

Vista aerea di un evento in una sala con persone sedute e in piedi, partecipanti in attesa di un intervento, tavolo con relatori in primo piano.
Salone del Nicelli gremito di pubblico

Il rombo dei motori, l’entusiasmo dei bambini e l’incontro tra piloti arrivati da diverse parti del mondo. L’aeroporto Nicelli del Lido di Venezia ha ospitato “Fly–In Venice 2026”, manifestazione internazionale che ha portato nello storico scalo veneziano oltre 400 soci e tredici velivoli dell’International Fellowship of Flying Rotarians. I partecipanti sono giunti da numerosi Paesi: Stati Uniti, con un rappresentanza dall’Alaska, Argentina, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito, Austria, Lussemburgo, Svizzera, Norvegia, Belgio e Andorra. Il Fly–In ha riunito piloti, appassionati di aviazione e rappresentanti del mondo rotariano.

Logo del centenario dell'Aeroporto Nicelli, con la scritta '100 anni' e un aereo stilizzato, Lido di Venezia, 1926-2026.
Logo per la spilla del Centenario Aeroporto Nicelli 1926-2026

L’edizione 2026 assume un significato particolare perché si inserisce nelle celebrazioni per il Centenario dell’aeroporto, intrecciando aviazione, storia, cultura e relazioni internazionali.

Tra i protagonisti della giornata anche cinquanta bambini veneziani, che hanno potuto avvicinarsi, salire a bordo, incontrare i piloti e conoscere la storia dello scalo.

Gruppo di bambini e adulti davanti all'Aeroporto Nicelli, con bandiere e striscioni del Rotary.
Bambini con dirigenti IFFR

I piccoli hanno ricevuto in omaggio un modellino di aereo da montare, un libro e una coppetta Gelato delle Dolomiti che era stato stato presentato lo scorso maggio nell’evento di Stile Italiano al Caffè Pedrocchi di Padova.

Il piccolo Augusto ha portato da casa la sua collezione aerei e li ha esposti con orgoglio sulla pista, accanto agli aerei storici.

Un gesto semplice che ha racchiuso lo spirito della giornata e la passione per il volo trasmessa tra generazioni diverse in un aeroporto che celebra 100 anni di storia guardando al futuro.

Un uomo in giubbotto arancione aiuta un bambino a entrare in cabina di pilotaggio di un aereo all'aeroporto Nicelli.
Aeroporto Nicelli con due aerei in primo piano e il cielo azzurro sullo sfondo.
Vista dell'Aeroporto Nicelli con piccoli aerei in sosta e cielo blu sopra.

Il Nicelli ha inoltre ospitato l’esposizione “Ali del Centenario”, con velivoli storici dell’Historical Aircraft Group insieme ad aeromobili Junkers e Alpi Aviation.

Nel corso dell’incontro l’Amministratore Delegato del Nicelli, Raffaele Ambruoso, ha annunciato il progetto di realizzare all’interno dello scalo.

Raffaele Ambruoso

Il Business Center Nicelli sarà rivolto a imprenditori, professionisti e universitari. L’inaugurazione è prevista nella primavera 2027.

Lo spazio sarà destinato a incontri, attività professionali e occasioni di confronto. Il progetto punta ad ampliare le funzioni dello scalo e a rafforzarne il rapporto con la città, l’economia, la conoscenza e le relazioni internazionali.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di rilancio dello storico aeroporto veneziano nell’anno del suo Centenario, con l’obiettivo di valorizzarne gli spazi e sviluppare nuovi servizi e attività professionali accanto a quelle aeroportuali.

A richiamare il significato internazionale dell’iniziativa sono stati Enrico Paratore, Presidente della Sezione italiana dell’International Fellowship of Flying Rotarians, e Lucia Crapesi, Governatrice del Rotary International Distretto 2060 per l’anno 2026–2027.

Due persone sorridenti in un evento, entrambe tengono in mano dei gagliardetti del Rotary. Sullo sfondo, banner informativi riguardanti l'aeroporto Nicelli e il Rotary.
Enrico Paratore con Lucia Crapesi

«Il nostro impegno è contribuire alla costruzione di un mondo di pace e favorire la comprensione internazionale. Amiamo gli aerei che avvicinano luoghi e persone lontane, creano connessioni e aiutano a costruire un mondo di pace», hanno sottolineato. Un messaggio che al Nicelli ha assunto un valore particolare. Aerei provenienti da Paesi diversi sono atterrati sulla stessa pista per incontrarsi. Il volo è diventato così uno strumento di amicizia, dialogo e convivenza tra persone e comunità. Poi è intervenuto Giovanni Alliata, Past President del Rotary Club Venezia.

Tre uomini tengono in mano trofei e riconoscimenti durante un evento all'Aeroporto Nicelli, con sfondo informativo.
Emilio Nicelli, Raffaele Ambruoso, Andrea Morandi

Durante l’incontro l’Amministratore Delegato del Nicelli Raffaele Ambruoso ha premiato Emilio Nicelli, nipote dell’aviatore Giovanni, e Andrea Morandi, pronipote di Renato, fondatore dello scalo.

Un gruppo di otto persone ritratto all'interno di un edificio, ciascuna con una targa in mano, durante un evento di premiazione. Sullo sfondo si intravedono dei cartelli informativi.

Altre targhe sono state consegnate a persone che hanno collaborato con il Nicelli sul piano storico, letterario e artistico.

Fly–In Venice 2026 è stato promosso dall’International Fellowship of Flying Rotarians insieme all’Aeroporto Nicelli, con il Rotary International Distretto 2060, il Rotary Club Venezia, il Rotary Club Venezia Mestre, il Rotary Club Venezia Mestre Torre, il Rotary Club Caorle, ARACI – Associazione Rotariana Automobili Classiche Italia e i Motociclisti Rotariani d’Italia.

Logo del Rotary International e del Fellowship of Flying Rotarians, insieme al logo dell'Aeroporto Nicelli e vari loghi dei club Rotary italiani.
Promotori e partner evento Fly–In Venice 2026

Nel Centenario del Nicelli, il Fly–In ha riportato al Lido una delle vocazioni che accompagnano l’aeroporto fin dalle su origini, collegare Venezia al mondo e fare dell’aviazione uno strumento di incontro tra persone, territori e culture.

Una vista di un aeroporto con visitatori, a sinistra un aereo con il simbolo italiano e, in primo piano, due donne sorridenti.

Nuove rotte a Trieste con Adria Shipping Summit

Europa Adriatica Nordest è media partner della terza edizione di Adria Shipping Summit, in programma a Trieste l’1 e il 2 ottobre 2026. L’evento, promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale porti di Trieste e Monfalcone e organizzato da Clickutility Team, è dedicato al sistema produttivo e marittimo che gravita attorno ai porti dell’Alto Adriatico, governati dalle Autorità di Sistema Portuale con sede a Trieste, Venezia e Ravenna.

L’Adriatico viene interpretato come uno spazio europeo strategico, capace di collegare il Mediterraneo ai territori produttivi del Nordest, all’Europa centrale e ai mercati internazionali. Un’area nella quale porti, infrastrutture e comunità devono costruire forme più avanzate di cooperazione.

Summit itinerante

L’edizione di Trieste prosegue il percorso iniziato a Ravenna nel 2024 e continuato a Venezia nel 2025. La formula itinerante consente di osservare l’Alto Adriatico da prospettive territoriali differenti, mantenendo al centro l’integrazione tra gli scali e i rispettivi sistemi economici.

L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra gli attori della produzione, della logistica e dello shipping in uno scenario europeo e internazionale sempre più competitivo. Trieste diventa così il punto di osservazione dal quale affrontare le trasformazioni geopolitiche, infrastrutturali, industriali ed energetiche che interessano l’intero bacino. Il titolo scelto per il 2026, “Il futuro dell’Adriatico negli scenari globali”, chiarisce la dimensione strategica del confronto.

L’Adriatico negli scenari globali

Il programma del Summit parte dalla situazione geopolitica del Mediterraneo orientale e dal controllo delle rotte adriatiche. Guerre, tensioni commerciali e nuovi corridoi stanno modificando gli equilibri dello shipping e il ruolo dei porti europei. Tra i temi centrali figura l’iniziativa IMEC, il corridoio economico progettato per collegare India, Medio Oriente ed Europa.

Francesco Zampieri, docente dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, analizzerà minacce, rischi e opportunità del Mediterraneo globale. Filippo Del Monte affronterà la posizione dell’Italia in un mare aperto ma attraversato da interessi contrapposti. Francesco Parisi, presidente dell’Associazione Trieste Summit, illustrerà il corridoio indo-mediterraneo. Alessandro Panaro di SRM esaminerà il rapporto tra rotte, porti, Mediterraneo e Adriatico.

La porta europea dell’Adriatico

L’Alto Adriatico rappresenta uno degli accessi naturali ai mercati dell’Europa centro-orientale e ai sistemi produttivi della Pianura Padana. Questa posizione geografica offre un vantaggio competitivo che richiede infrastrutture efficienti, collegamenti ferroviari, reti digitali e una maggiore integrazione tra porti e retroporti.

Antonio Barbara, amministratore delegato di HHLA PLT Italy, presenterà il ruolo di Trieste come porta verso l’Europa centrale e orientale. Interverranno anche Guido Raso di Samer Seaports & Terminals, Jens Peder Nielsen di Aquila e Roberto Vidoni di Autamarocchi. Luca Abatello, presidente e amministratore delegato di Circle Group, approfondirà corridoi internazionali, digitalizzazione e interconnessione dei nodi logistici.

Porti collegati alle ferrovie

Una parte specifica del confronto sarà dedicata alla rete ferroviaria al servizio dei porti del Nordest. Angelo Accomando di FHP Intermodal, Pietro Matera di RFI e Antonio Gurrieri di Alpe Adria discuteranno il ruolo del trasporto su ferro nella costruzione di un sistema portuale realmente europeo. Sono inoltre previsti contributi di InRail e Medway Italia, indicati nel programma in attesa di conferma.

La competitività di uno scalo si misura ormai oltre il limite delle banchine. Dipende dalla rapidità con cui le merci raggiungono i mercati, dall’affidabilità dei collegamenti e dalla capacità di integrare trasporto marittimo, ferroviario e stradale. Le reti TEN-T e le Autostrade del mare costituiscono quindi strumenti decisivi per rafforzare la proiezione internazionale dell’Alto Adriatico.

Industria oltre la zona franca

Il rapporto tra porto e industria sarà affrontato nella sessione pomeridiana moderata da Barbara Ganz, giornalista del Sole 24 Ore. Dopo l’introduzione di Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, il confronto coinvolgerà Andrea Cappa di Confetra, Paolo Cornetto di FHP Group, Tullio Bratta di Fantoni ed Enrico Samer di Samer & Co. Shipping.

Carlo Merli, amministratore delegato di Setramar Port Holding, analizzerà i corridoi logistici collegati ai porti altoadriatici. Paolo Guidi, presidente di Assologistica e general manager di CMA CGM Italy, affronterà il valore dei gateway dell’Alto Adriatico per l’industria e la logistica integrata. Retroporti, project cargo e cantieristica emergeranno come componenti di un’unica strategia produttiva.

Energia e materie strategiche

L’Adriatico conserva un ruolo centrale nella produzione, nel trasporto e nello stoccaggio dell’energia. La progressiva decarbonizzazione dello shipping apre nuovi scenari per il bunkering dei carburanti alternativi, il cold ironing, l’elettrificazione delle banchine e l’autoproduzione energetica negli scali.

Il panel sull’energia riunirà Alessandro Gorla, presidente e amministratore delegato di SIOT, Elisabetta Piana di Karberg & Hennemann e Stefano Rascioni di Wärtsilä Italia, che approfondirà il passaggio dal porto elettrico al porto energetico. Il confronto sulle materie prime critiche vedrà la partecipazione di Paolo Bevilacqua dell’Università di Trieste, Giorgio Paolucci di Elettra Sincrotrone Trieste e Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

Monfalcone e la complementarità

La giornata congressuale si concluderà con la Networking Dinner e con la tavola rotonda “Monfalcone, la forza della complementarità”, moderata da Lucia Nappi, direttore del Corriere marittimo. Interverranno Girolamo Carignani, presidente di Cetal, Luca Lupi, presidente di Midsea, e GianCarlo Russo, amministratore delegato di FHP Terminal Monfalcone.

Il confronto analizzerà la vocazione industriale dello scalo e il rapporto costruito con il porto di Trieste all’interno della stessa Autorità di Sistema. Monfalcone presenta specializzazioni, servizi e caratteristiche operative differenti. Proprio questa diversità può generare un vantaggio competitivo, trasformando la complementarità tra gli scali in una politica portuale condivisa al servizio delle imprese e del territorio.

Trieste osservata dal mare

I convegni si terranno nella Sala Oceania del Centro Congressi della Stazione Marittima di Trieste, sul Molo Bersaglieri. La sede, vicina a Piazza Unità d’Italia, rappresenta un luogo simbolico del legame storico tra la città, il porto e le rotte internazionali.

La mattina del 2 ottobre il programma proseguirà direttamente sull’acqua. Alle 9.30 è previsto l’imbarco da Riva Nazario Sauro per una visita guidata al porto, con rientro alle 11.30. La partecipazione richiede la prenotazione scrivendo a info@adriashippingsummit.it.

Mappa del porto di Trieste con un tour guidato via mare, mostrando punti di imbarco e terminal portuali.

Adria Shipping Summit offre un’occasione concreta per leggere l’Adriatico nella sua dimensione contemporanea. Un mare attraversato da traffici, interessi e tensioni, ma soprattutto uno spazio europeo nel quale porti, città, imprese e territori possono costruire nuove opportunità di cooperazione e sviluppo.

Le opportunità di partnership

Adria Shipping Summit propone alle aziende e agli operatori del settore diverse opportunità di partnership per entrare in relazione con imprenditori, professionisti, istituzioni e realtà emergenti del mondo portuale, logistico e dei trasporti. La partnership consente di associare il proprio marchio a un confronto nazionale sui principali processi di trasformazione dell’Alto Adriatico, rafforzando la visibilità dei progetti e creando nuovi contatti qualificati.

Le formule previste possono comprendere interventi nelle sessioni tematiche, partecipazione ai momenti di networking, pass per la cena riservata e coinvolgimento nelle attività di comunicazione e ufficio stampa. La presenza dei partner viene valorizzata attraverso sito, newsletter, campagne pubblicitarie, materiali promozionali, cartellonistica, contenuti social, video-interviste e diffusione delle presentazioni.

Essere partner significa quindi superare la tradizionale sponsorizzazione per diventare parte attiva del programma. Le imprese possono presentare esperienze, tecnologie e progetti a una platea specializzata, accrescendo la conoscenza del marchio e costruendo relazioni con i protagonisti della portualità e dello shipping.

Una rete intorno al Summit

Adria Shipping Summit riunisce una rete articolata di istituzioni, associazioni, imprese e testate specializzate. Il sistema delle collaborazioni riflette la natura del progetto, costruito attorno al dialogo tra portualità, logistica, industria, energia, ricerca e informazione. Accanto ai partner commerciali figurano organizzazioni nazionali del settore marittimo, realtà territoriali dell’Alto Adriatico e media impegnati nel racconto dell’economia del mare.

Promosso da Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e organizzato da Clickutility Team con il supporto di Studio Comelli, vede come Partner istituzionali The International Propeller Clubs, Assiterminal e Confetra. Gold Partner TAL-SIOT, Silver Partner Gruppo Setramar, Bronze Partner AdriaPort, Alpe Adria, Autamarocchi, Circle Group, HHLA PLT Italy, Karberg & Hennemann, Samer & Co. Shipping, Wärtsilä Italia, Dinner Partner Cetal, FHP Terminal Monfalcone, MarterNeri, Midsea. Vip Lunch Partner Samer & Co. Shipping, DFDS. Knowledge Partner SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Technical Partner Eataly.

L’evento è patrocinato da Marina Militare, Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, The International Propeller Clubs – Port of Trieste, Accademia Nautica dell’Adriatico, Assarmatori, Assologistica, Assoporti, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Collegio di Trieste dei Patentati Capitani di Lungo Corso e Direttori di Macchina, Confindustria Alto Adriatico, Confitarma, Consiglio Territoriale degli Spedizionieri Doganali del Friuli Venezia Giulia, Federazione del Mare, Fedespedi, Fermerci, The International Propeller Clubs – Port of Monfalcone, The International Propeller Clubs – Port of Ravenna, The International Propeller Clubs – Port of Venice, The International Propeller Clubs – Port of Verona, Uniport

Media Partner Corriere Marittimo, Economia del Mare, Europa Adriatica Nordest, FerPress, Il Nautilus, Logistica Management, Logisticamente, Messaggero Marittimo, Port&Shipping, Scenari Internazionali, Ship2Shore, ShipMag, Vie&Trasporti, Waste.

“Tino” Straulino a Zagabria ⛵ Mostra all’Istituto Italiano di Cultura

Il 14 settembre è stata inaugurata all’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Croazia Paolo Trichilo, la mostra “Tino Straulino. Figlio del mare e amico del vento”, dedicata al celebre ammiraglio e velista italiano nato a Lussinpiccolo.

Un nuovo importante appuntamento riporta in primo piano una figura capace ancora oggi di unire le due sponde dell’Adriatico attraverso il mare, lo sport e una memoria comune tra Italia e Croazia.

Nel suo intervento Trichilo ha ricordato proprio la visita alla tomba di Straulino, dove l’Ammiraglio volle essere sepolto, e agli altri luoghi che nella cittadina del Quarnero conservano le tracce della sua vita. L’Ambasciatore ha inoltre espresso apprezzamento per le iniziative realizzate negli ultimi anni in omaggio al campione lussignano, richiamando espressamente le due edizioni della manifestazione velica internazionale L’Ammiraglia tra Venezia, Rovigno e Lussinpiccolo e il volo dell’idrovolante Venezia-Lussino.

L’inaugurazione di Zagabria si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha visto l’Ambasciatore Trichilo particolarmente attento alle iniziative dedicate a Straulino. Il 5 luglio 2025 era personalmente a Lussinpiccolo per la conclusione della prima edizione de L’Ammiraglia nel nome del campione lussignano. In quell’occasione visitò anche la Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo e i luoghi legati alla vita dell’Ammiraglio, rendendo omaggio alla sua tomba nel cimitero di San Martino.

DA LUSSINO PARTE UN PERCORSO

La mostra di Zagabria ha alle spalle una storia che riporta direttamente a Lussinpiccolo. Nel dicembre 2024, in occasione dei 110 anni dalla nascita e dei vent’anni dalla scomparsa di Straulino, proprio la Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo aveva promosso al Museo dell’Apoxyómenos l’esposizione dedicata al grande velista. Europa Adriatica Nordest raccontò quella mostra e l’importante ruolo della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo.

A Zagabria questa relazione continua. All’inaugurazione erano infatti presenti il curatore Corrado Ricci, direttore del Cantiere della Memoria – Museo del Mare della Spezia, e Adriana Giurissa in rappresentanza della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo. Una presenza significativa perché restituisce alla comunità lussignana un ruolo attivo nella conservazione e nella trasmissione della memoria di uno dei suoi figli più illustri.

STRAULINO CAMPIONE FIGLIO DEL MARE

L’esposizione ripercorre, attraverso il materiale fotografico messo a disposizione dal Cantiere della Memoria, le imprese e i successi di Straulino, mettendo in evidenza il suo profondo rapporto con il mare e quella straordinaria capacità di leggere e governare il vento che ne ha costruito la leggenda.

Nato a Lussinpiccolo nel 1914, dopo aver frequentato l’Accademia Navale di Livorno, Agostino “Tino” Straulino intraprese una prestigiosa carriera nella Marina Militare Italiana. Tra il 1964 e il 1965 ebbe il comando della nave scuola “Amerigo Vespucci”. È rimasta celebre l’impresa dell’uscita a vela dal Mar Piccolo di Taranto attraverso il canale navigabile, sfruttando un forte vento di tramontana.

Altrettanto straordinario il palmarès sportivo. Straulino conquistò due medaglie olimpiche nella classe Star, l’oro a Helsinki nel 1952 e l’argento a Melbourne nel 1956, oltre a tre titoli mondiali, dieci europei e dodici italiani. Nel 2001 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

SPORT ITALIANO COME DIPLOMAZIA

L’iniziativa di Zagabria, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, si inserisce nella programmazione dedicata alla Terza Giornata dello Sport Italiano nel Mondo. Un programma che ha già visto svolgersi a Zagabria, a cura dell’Ambasciata, la Corsa dell’Amicizia e che proseguirà il 19 settembre con una nuova iniziativa in occasione della Maratona di Pola.

La figura di Straulino assume così anche il valore di un ponte costruito attraverso lo sport. Le sue imprese appartengono alla storia italiana, ma la nascita a Lussinpiccolo, il rapporto mai interrotto con l’isola e la scelta di tornarvi per la sepoltura ne fanno contemporaneamente un protagonista della storia adriatica.

SULLE ROTTE DI STRAULINO

In questo percorso si inseriscono le due edizioni de L’Ammiraglia. La manifestazione velica è nata anche per trasformare la memoria di Straulino in un’occasione contemporanea di incontro tra le comunità dell’Adriatico.

Nel 2025 la rotta Venezia-Pola-Lussino aveva portato per la prima volta equipaggi, istituzioni e realtà culturali italiane e croate fino alla città natale dell’Ammiraglio. Alla giornata conclusiva partecipò personalmente Trichilo, sottolineando il significato internazionale dell’iniziativa e il valore delle relazioni costruite attraverso il mare.

Nel giugno 2026 L’Ammiraglia è tornata lungo il nuovo itinerario Venezia-Rovigno-Lussino. Marzia Straulino aveva fatto pervenire un messaggio emozionante come quello di congratulazioni dell’Ambasciatore Trichilo che ha davvero onorato Europa Adriatica Nordest.

L’IDROVOLANTE VENEZIA-LUSSINO

Tra le iniziative ricordate dall’Ambasciatore a Zagabria figura infatti il ritorno, dopo cent’anni, di un idrovolante sulla rotta Venezia-Lussino. Il 13 giugno 2026, nell’ambito de L’Ammiraglia, l’idrovolante Aelia è partito dall’Aeroporto Nicelli di Venezia diretto a Lussino, rievocando gli storici collegamenti aeronavali avviati un secolo prima dalla SISA dei fratelli Cosulich.

Il ritorno dell’idrovolante Venezia-Lussino ha aggiunto così un altro tassello alla ricostruzione contemporanea delle relazioni tra Venezia e il Quarnero. Mare e cielo sono tornati a disegnare una geografia di collegamenti che appartiene alla storia del Nordest Adriatico.

🇪🇺 Sviluppo del ponte europeo tra Veneto e Adriatico orientale

Si è svolto l’8 settembre 2026 a Venezia – Mestre un importante incontro istituzionale tra i vertici dell’Unione Italiana, la Regione Veneto, il Comune di Gorizia e la FederEsuli.

Al centro del confronto vi erano il rafforzamento dei rapporti e lo sviluppo di nuove opportunità a sostegno della Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e Slovenia.

Alla riunione hanno partecipato il Presidente dell’Unione Italiana On. Marin Corva, il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana Paolo Demarin, il Presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana Marko Gregorič, il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna. il Presidente di FederEsuli Renzo Codarin con i Vicepresidenti Davide Rossi e Fabio Tognoni.

da sx: Rodolfo Ziberna, Fabio Tognoni, Renzo Codarin, Davide Rossi, Alberto Stefani, Marin Corva, Paolo Demarin, Marko Gregorič

I rappresentanti dell’Unione Italiana hanno illustrato le principali attività sviluppate a tutela dell’identità, della lingua e del patrimonio culturale della componente italiana dell’Adriatico orientale. È stato espresso un particolare ringraziamento alla Regione Veneto per il sostegno assicurato attraverso i finanziamenti della Legge 15 del 1994.

Il Presidente Stefani ha accolto l’invito a visitare l’Unione Italiana per conoscere direttamente le sue istituzioni, le Comunità degli Italiani e i progetti culturali e formativi realizzati in Croazia e Slovenia.

Identità e nuove generazioni

Una parte rilevante dell’incontro è stata dedicata alla trasmissione dell’identità alle nuove generazioni. Tra le iniziative ricordate figura il Festival dell’Istroveneto, appuntamento dedicato alla valorizzazione di una lingua e di una cultura riconosciute come patrimonio culturale immateriale sia in Croazia sia in Slovenia.

Il confronto ha evidenziato la volontà di consolidare la collaborazione con la Regione Veneto, ampliandola alla progettazione europea e ai futuri programmi di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia.

Piattaforma “Stile Italiano”

Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche la piattaforma “Stile Italiano”, presentata nel maggio 2026 allo storico Caffè Pedrocchi di Padova. Il progetto riunisce oltre 185 imprese tra Italia, Croazia e Slovenia e sostiene aziende, professionisti e artigiani attraverso promozione digitale, formazione e nuove occasioni di collaborazione. Una rete economica transfrontaliera che valorizza l’identità italiana e mette in relazione territori, comunità ed eccellenze delle due sponde dell’Adriatico.

L’Intesa Europa di Venezia

Nel corso della riunione è stata richiamata anche l’Intesa Europa di Venezia, sottoscritta nel 2023 nell’ambito del progetto Europa Adriatica Nordest. L’accordo ha sancito l’impegno dell’Unione Italiana a partecipare a incontri e iniziative rivolti alla costruzione di nuove collaborazioni tra Venezia, il Veneto e l’Adriatico orientale. Un percorso che trova nei legami storici e culturali una base concreta, ma che guarda soprattutto alle relazioni economiche, alla formazione e alle opportunità offerte dai programmi europei.

Ziberna e lo “Spirito di Gorizia”

Durante la riunione, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna ha sottolineato il valore universale dello “Spirito di Gorizia” nato con l’esperienza di GO!2025 nella quale Europa Adriatica Nordest sta partecipando per la Legacy. «È un modello fondato sul superamento delle tragedie del Novecento – ha detto Ziberna – non per dimenticarle, ma per trasformarle in un insegnamento destinato alle nuove generazioni, attraverso la conoscenza reciproca, il rispetto e la cooperazione transfrontaliera. Un approccio che oggi può indicare una via anche ad altre aree del mondo colpite dai conflitti».

L’incontro di Venezia conferma così la volontà di costruire una cooperazione stabile tra il Veneto e la Comunità Nazionale Italiana. Non soltanto memoria e tutela delle radici, ma una rete contemporanea capace di unire territori, comunità e istituzioni sulle due sponde dell’Adriatico.

COMUNICATO STAMPA UNIONE ITALIANA

Il Nordest unito dal gusto Mediterraneo con capitale in Quarnero

Dal 9 al 13 settembre 2026 Lussinpiccolo in Quarnero, Regione Europea della Gastronomia, diventa uno dei centri della gastronomia mediterranea con la quattordicesima edizione del Festival internazionale Taste the Mediterranean.

L’edizione 2026 assume un significato particolare. Il Quarnero è stato insignito del titolo di Regione Europea della Gastronomia 2026 e Taste the Mediterranean porta sull’isola una rappresentazione concreta della ricchezza di questo territorio. Alta cucina, produzioni locali, formazione, turismo, sostenibilità e cultura mediterranea diventano parti di uno stesso racconto.

La stupenda baia di Čikat (Cigale)

Il Festival coinvolge gli Hotel Alhambra e Bellevue nella baia di Čikat, i principali ristoranti di Lussinpiccolo, il Mercato del Pesce e la Scuola Superiore Ambroz Haračić. Accanto alle cene d’autore e alle degustazioni sono previste masterclass per gli studenti e momenti di confronto dedicati al turismo, all’agricoltura e agli effetti dei cambiamenti climatici sui sistemi alimentari locali.

Per la seconda volta Lussinpiccolo ospita una manifestazione che riunisce chef pluripremiati, vignaioli, produttori agroalimentari e protagonisti della ristorazione provenienti da numerosi Paesi e da diverse regioni della Croazia. Lo scorso anno Europa Adriatica Nordest ha collaborato portando la Gondola da Venezia.

La Gondola di Andrea Balbi a Lussino nel 2025

QUARNERO PROTAGONISTA

Una Regione che guarda al futuro

Il riconoscimento di Regione Europea della Gastronomia 2026 valorizza un sistema territoriale nel quale turismo, agricoltura, pesca, ristorazione, produzioni locali e cultura possono lavorare insieme per generare sviluppo e rafforzare l’identità delle comunità.

Mappa Golfo del Quarnero di Vincenzo Coronelli realizzata a Venezia anno 1696

Taste the Mediterranean, nato nel 2014 quando la Dieta Mediterranea UNESCO ha incluso la Croazia nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, interpreta questa visione attraverso esperienze concrete. Ristoranti, hotel, scuole, produttori e istituzioni costruiscono una rete che trasforma il cibo in strumento di promozione territoriale e cooperazione internazionale.

Il Quarnero si presenta così come un territorio insulare e marittimo capace di valorizzare le proprie radici e contemporaneamente aprirsi alle esperienze provenienti dall’Istria, dalla Dalmazia, dall’Italia e da altri Paesi europei.

GRANDI CHEF INSIEME

Quattro eccellenze della cucina croata

Chef dell’Anno premiati guida Gault&Millau Croatia

Uno degli appuntamenti più attesi sarà la cena di sabato 12 settembre sulla terrazza dell’Hotel Bellevue, situato nell’incantevole baia di Čikat, dove sorgono alcuni tra gli hotel e le ville più prestigiosi dell’Adriatico croato.

Per la prima volta cucineranno insieme quattro Chef dell’Anno premiati dalla guida Gault&Millau Croatia. Marijo Curić, Chef dell’Anno 2023 del Restaurant 360 di Dubrovnik con una stella Michelin. Marko Đurašević, Chef dell’Anno 2024 del Restaurant Val di Breno di Srebreno. Rudi Štefan, Chef dell’Anno 2025 del Restaurant Pelegrini di Sebenico con una stella Michelin. Stiven Vunić, Chef dell’Anno 2026 della Konoba Zijavica di Mošćenička Draga.

I quattro protagonisti firmeranno uno speciale percorso gastronomico di nove portate accompagnato da una selezione di formaggi President e vini premium. La serata metterà insieme alcune delle espressioni più autorevoli della cucina contemporanea croata, dalla Dalmazia al Quarnero.

ITALIA E QUARNERO

Talento oltre ogni confine

Il dialogo con l’Italia trova uno dei suoi momenti più significativi venerdì 11 settembre nella cena a quattro mani del ristorante Alfred Keller.

Lo chef italiano Peter Brunel, proprietario e chef del Peter Brunel Ristorante Gourmet di Arco in Trentino-Alto Adige, insignito di una stella Michelin, cucinerà insieme a Daniel Skokić, chef dell’Alfred Keller all’interno del boutique Hotel Alhambra, anch’esso premiato con una stella Michelin.

Chef Peter Brunel (foto Jakub Brejdak za TTM) e Chef Daniel Daniel Skokić

La cucina di Brunel fonde tecnica, filosofia, viaggi ed esperienze personali. L’incontro con Skokić porterà a tavola piatti creativi e innovativi accompagnati dai vini premium Marina Cvetić Masciarelli della cantina Masciarelli in Abruzzo.

Marina Cvetić Masciarelli (foto MW)

La produttrice Marina Cvetić presenterà personalmente le etichette. A queste si aggiungerà una selezione dei migliori vini del Quarnero.

GUSTO NELLA CITTÀ

L’isola di Lussino cucina per tutti

Taste the Mediterranean non rimane confinato nei ristoranti dell’alta cucina. Il Festival coinvolge direttamente la ristorazione di Lussinpiccolo e porta i sapori mediterranei in diversi locali della città.

Bocca Vera, Diana Steakhouse, Deveron Gastro Pub, Draga Pizza, Konoba Cigale, Moby Dick Gelateria, Noštromo e Za Kantuni proporranno uno speciale menu mediterraneo di tre portate per pranzo o cena, accompagnato da un bicchiere di vino o da un cocktail, a prezzi dedicati al Festival.

Ivan Milanović, proprietario del Deveron Gastro Pub e presidente dell’Associazione degli Artigiani di Cherso-Lussino, sottolinea il valore collettivo dell’iniziativa. Il Festival offre ai ristoratori l’opportunità di presentare insieme la ricchezza della gastronomia dell’isola, la qualità degli ingredienti locali e la creatività degli chef.

L’obiettivo è lasciare in ogni visitatore il ricordo della gastronomia, dell’ospitalità e del sapore autentico del Mediterraneo, rafforzando il posizionamento del Quarnero come Regione Europea della Gastronomia.

GIOVANI AI FORNELLI

La formazione incontra l’eccellenza

Uno degli aspetti più significativi del Festival riguarda il rapporto tra grandi professionisti e nuove generazioni. Gli studenti della Scuola Superiore Ambroz Haračić avranno l’opportunità di osservare gli chef al lavoro, assaggiare i loro piatti e partecipare a masterclass dedicate alla trasmissione delle competenze.

Chef Georgia Koutsoukou

Georgia Koutsoukou presenterà la cucina regionale greca.

Chef Tommi Bjornsen

Il norvegese Tommi Bjørnsen, ambasciatore dello stoccafisso delle Isole Lofoten, lavorerà su questo prodotto. Peter Brunel mostrerà come preparare gli spaghetti di patate alla carbonara. Il giovane chef croato Adam Rajndl del ristorante della cantina Josić di Zmajevac presenterà invece le potenzialità gastronomiche del pesce di fiume.

Le masterclass coinvolgeranno inoltre Marko Đurašević, Stiven Vunić e Marin Banović della contea di Zara. Il sapere gastronomico diventa così esperienza educativa e investimento sulle nuove generazioni.

IL MERCATO DEL PESCE

Un luogo simbolo del Quarnero

Tra le sedi di Taste the Mediterranean assume un significato particolare il Mercato del Pesce di Lussinpiccolo, scelto per ospitare giovedì 10 settembre la cerimonia di apertura del Festival.

Costruito nel 1895 nel cuore storico della città, il mercato è oggi anche un’attrazione per chi visita Lussino. Per la comunità locale conserva soprattutto la propria funzione originaria. È un luogo della vita quotidiana dove gli abitanti si incontrano e continuano ad acquistare il pesce fresco.

Chef Ippei Uemura (foto TTM)

La scelta di aprire Taste the Mediterranean proprio qui va oltre il valore scenografico. Il Festival entra in uno spazio autenticamente legato al mare e alla comunità e lo trasforma per una sera in un elegante luogo d’incontro dedicato alla cucina mediterranea.

Il pesce rappresenta uno degli elementi che più profondamente raccontano l’identità gastronomica del Quarnero. Portare chef internazionali all’interno del mercato significa mettere in relazione l’alta cucina contemporanea con una tradizione alimentare che nasce dal mare, dal lavoro e dalle abitudini quotidiane dell’isola.

Alla serata parteciperanno la chef greca Georgia Koutsoukou, lo chef norvegese Tommi Bjørnsen e lo chef franco-giapponese Ippei Uemura. Accanto agli ospiti internazionali saranno protagonisti gli chef locali di Gušt, l’associazione gastronomica impegnata nella conservazione delle tradizioni di Lussinpiccolo.

Per una sera il Mercato del Pesce diventerà così una sintesi dello spirito di Taste the Mediterranean. Il luogo dove ogni giorno arriva il prodotto del mare incontrerà chef, produttori e culture gastronomiche differenti. La tradizione rimane al centro e diventa occasione di conoscenza e apertura internazionale.

ECCELLENZE DEL TERRITORIO

I prodotti raccontano le identità locali

Taste the Mediterranean mette al centro una geografia del gusto che attraversa territori diversi. Tra i protagonisti figurano l’olio extravergine di oliva Rikato dell’Istria, i prodotti da forno di-go preparati dal Lesaffre Baking Center e lo stoccafisso proveniente dall’arcipelago norvegese delle Lofoten, riconosciuto con il marchio IGP Tørrfisk fra Lofoten.

Accanto alle produzioni internazionali emerge con forza il patrimonio agroalimentare del Quarnero e dei territori vicini. Kvarner Wines presenterà una selezione delle migliori etichette regionali, mentre la cantina Josić porterà i vini della Baranja.

Gli ospiti potranno inoltre degustare i prodotti delle aziende agricole familiari e dei produttori locali. Tra questi figurano i salumi di Buretić Bregi, i formaggi Magriž, il prosciutto di Veglia Gospoja, la torta di Arbe, i dolci di Vilma e il tradizionale biscotto Bakarski baškot.

Il Festival costruisce una mappa gastronomica nella quale Quarnero, Istria e Dalmazia esprimono identità differenti ma complementari. Produzioni locali, tecniche e tradizioni diventano strumenti di riconoscibilità internazionale.

CLIMA E TERRITORI

Il futuro entra nel dibattito

Taste the Mediterranean guarda oltre la cucina. Nel corso del Festival sono previsti momenti di confronto dedicati al turismo e all’agricoltura nell’epoca dei cambiamenti climatici.

Il dibattito analizzerà gli effetti del riscaldamento globale sull’agricoltura rurale e sui sistemi alimentari locali. Il tema assume un significato particolare nel Quarnero e lungo l’intero Adriatico, dove coste, isole, pesca, agricoltura e attività turistiche convivono direttamente con le trasformazioni ambientali.

Gastronomia e sostenibilità diventano parti della stessa riflessione. Difendere le produzioni locali significa anche proteggere gli ecosistemi e costruire economie capaci di adattarsi alle nuove condizioni climatiche.

UNA RETE ORGANIZZATIVA

Il territorio sostiene il Festival

Dietro Taste the Mediterranean opera una rete che unisce organizzazione, territorio, turismo e sistema dell’ospitalità. La manifestazione è guidata da Ingrid Badurina Danielsson, fondatrice e direttrice di Taste the Mediterranean, affiancata dalla direttrice esecutiva Dubravka Tomeković Aralica.

Il Festival si svolge con il sostegno dell’Ente per il Turismo del Quarnero, dell’Ente per il Turismo di Lussinpiccolo e di Lošinj Hotels & Villas. Il patrocinio è dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo e dell’Ambasciata di Grecia a Zagabria.

La dimensione territoriale assume particolare importanza nell’anno del riconoscimento del Quarnero quale Regione Europea della Gastronomia 2026. La Contea Litoraneo-Montana rappresenta il quadro istituzionale regionale nel quale si sviluppa questo percorso di valorizzazione della gastronomia, delle produzioni locali e del turismo.

Dalibor Cvitković, direttore dell’Ente per il Turismo di Lussinpiccolo, sottolinea come Taste the Mediterranean rafforzi il posizionamento della città quale destinazione di alta gastronomia e luogo nel quale vivere autentiche esperienze mediterranee.

Nello stesso periodo Lussinpiccolo celebra attraverso Losinava il ricco patrimonio marittimo e cantieristico dell’isola. Gastronomia, tradizione e cultura concorrono così a raccontare il Quarnero attraverso alcune delle sue identità più profonde.

QUARNERO PONTE EUROPEO

le relazioni attraversano il mare

Taste the Mediterranean rappresenta un interessante esempio di cooperazione tra territori che condividono cultura, produzioni e prospettive di sviluppo.

Il Quarnero occupa una posizione naturale tra Venezia, il Veneto, l’Istria, la Dalmazia, la Slovenia e il resto del Nordest europeo. Il Festival rende visibile questa dimensione attraverso una rete fatta di persone e competenze. Le scuole formano i giovani. I produttori raccontano il territorio. Gli chef condividono conoscenze. Le imprese dell’ospitalità costruiscono esperienze.

Anche la geografia dei protagonisti dell’edizione 2026 racconta questa apertura. Il Quarnero incontra l’Istria attraverso le produzioni agroalimentari. La Dalmazia entra nel programma attraverso chef provenienti da Dubrovnik, Sebenico e dall’area di Zara. L’Italia porta l’alta cucina del Trentino-Alto Adige e la produzione vitivinicola dell’Abruzzo.

Lussino diventa così un luogo nel quale le relazioni attraversano il mare. Il Mediterraneo conferma la propria funzione di spazio di incontro e di scambio tra identità territoriali differenti.

LA VISIONE NEL NORDEST

Il gusto costruisce relazioni europee

«Taste the Mediterranean – afferma Vittorio Baroni, Fondatore di Europa Adriatica Nordest – merita davvero un convinto plauso per la capacità di trasformare le eccellenze gastronomiche in relazioni tra persone e territori. Lussino e il Quarnero dimostrano come identità, qualità, formazione e apertura internazionale possano diventare strumenti concreti di sviluppo. È questo lo spirito che vogliamo valorizzare anche attraverso NAME™. Un Nordest europeo nel quale Venezia, Veneto, Istria, Quarnero e Dalmazia possano rafforzare le proprie relazioni e creare insieme nuove opportunità di sviluppo sostenibile europeo».

Il Festival mette in rete gastronomia, agricoltura, pesca, produzioni locali, turismo e formazione. Il Quarnero incontra l’Istria e la Dalmazia e, attraverso l’Adriatico, dialoga con Venezia, il Veneto, il Nordest e il mondo. Una geografia di relazioni che supera i confini senza cancellare le specificità dei territori. Taste the Mediterranean, per spiegarlo con il pensiero di Zygmunt Bauman, è GLOCAL cioè il Festival esprime la capacità concreta di unire il globale con il locale.

Taste the Mediterranean offre un esempio concreto di alcuni principi che accompagnano la visione del concept NAME™ promosso da Europa Adriatica Nordest. Taste the Mediterranean è importante perché le identità territoriali diventano più forti quando riescono a costruire relazioni, scambiare competenze e creare opportunità comuni.

Tra Nova Gorica e Gorizia i cittadini progettano il futuro senza confini

Dalla Capitale europea della Cultura alla comunità transfrontaliera, Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba affidano ai cittadini la costruzione della legacy di GO! 2025.

Nova Gorica, 23 luglio 2026. All’apertura pubblica dei lavori sono intervenuti i sindaci di Nova Gorica e Gorizia Samo Turel e Rodolfo Ziberna, a testimonianza dell’importanza istituzionale dell’iniziativa. Con loro la direttrice del GECT GO Romina Kocina e la direttrice di GO! 2025 Mija Lorbek.

L’incontro è stato condotto da Daniele Del Bianco, direttore dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia – ISIG, che insieme al gruppo di facilitazione ha accompagnato i partecipanti nel percorso di confronto, mappatura delle esperienze e individuazione delle priorità.

Nella Sala consiliare del Comune di Nova Gorica, i colori dei post-it si sovrappongono alle parole italiane e slovene. Le cuffie per la traduzione permettono a ciascuno di esprimersi nella propria lingua, mentre sui grandi tavoli vengono ordinate idee, valutazioni, punti di forza e criticità. Tutte le persone presenti sono state chiamate ad ascoltare, intervenire e contribuire. Era presente anche Europa Adriatica Nordest.

Comincia così il primo incontro dell’Assemblea dei cittadini GO! 2025, promossa dal GECT GO in collaborazione con l’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia – ISIG. Un percorso partecipativo nato per comprendere gli effetti sociali e culturali di Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della Cultura e, soprattutto, per contribuire a progettare il futuro del territorio dopo la conclusione del grande programma europeo.

L’Assemblea è uno spazio strutturato di ascolto e confronto, composto da cittadine e cittadini selezionati per rappresentare in modo equilibrato la pluralità della comunità transfrontaliera. Al primo appuntamento sono i 69 partecipanti individuati dai Comuni di Gorizia, Nova Gorica, Šempeter-Vrtojba e selezionati attraverso una open call, applicando criteri relativi a territorio, età, genere, titolo di studio e ambito di esperienza.

L’obiettivo consiste nell’arrivare, attraverso tre incontri, alla formulazione di raccomandazioni motivate e condivise. Il lavoro avviato il 23 luglio proseguirà il 10 settembre con l’approfondimento dei dati e dei contributi degli esperti e si concluderà il 21 settembre con la costruzione delle proposte finali. I risultati confluiranno nel più ampio processo di valutazione di GO! 2025 e contribuiranno alla relazione destinata alla Commissione europea.

I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi di lavoro: cultura e creatività, società civile e comunità, economia e turismo, cooperazione transfrontaliera.

temi dei 4 gruppi di lavoro

Ogni gruppo ha lavorato nel proprio ambito attraverso cinque dimensioni comuni: decisioni e coordinamento, partecipazione e accesso, relazioni e collaborazioni, competenze e capacità, spazi, servizi e risorse.

partecipanti dei 4 gruppi di lavoro

Il metodo di lavoro ha imposto alcune regole semplici ma sostanziali come ascoltare senza interrompere, garantire a tutti la possibilità di intervenire, rispettare le differenze linguistiche, partire da esperienze concrete e distinguere i fatti dalle percezioni e dalle proposte.

Durante l’introduzione sono stati presentati i primi risultati del monitoraggio indipendente condotto da ISIG. Il 63% delle persone intervistate ha espresso soddisfazione per l’attuazione della Capitale europea della Cultura e ha percepito cambiamenti positivi, mentre il 20% si è dichiarato insoddisfatto o non ha riconosciuto mutamenti significativi.

Tra i temi affrontati le nuove relazioni tra istituzioni, associazioni e cittadini, le maggiori competenze progettuali, la collaborazione tra italiani e sloveni, i servizi realmente transfrontalieri, gli spazi condivisi e una più forte consapevolezza di appartenere a un territorio comune. La domanda fondamentale è stata questa: la Capitale europea della Cultura ha contribuito a creare un ecosistema capace di durare?

La direttrice del GECT GO, Romina Kocina, ha sottolineato come il contributo dei cittadini sia necessario per capire cosa conservare, quali scelte hanno funzionato e quali errori non debbano essere ripetuti. Mija Lorbek ha ricordato che la dimensione europea e la capacità di produrre un lascito duraturo rappresentano elementi fondamentali dell’intero progetto. Il tema della legacy, quindi, non riguarda soltanto ciò che resterà materialmente dopo GO! 2025, ma anche ciò che continuerà a vivere nelle relazioni, nelle competenze e nelle abitudini di cooperazione sviluppate tra le due parti del confine.

Tra i componenti dell’Assemblea anche il veneziano Vittorio Baroni (intervistato da Radio Robin e citato da Il Piccolo), Fondatore di Europa Adriatica Nordest, già impegnato nell’area transfrontaliera come Project manager di #GO2025FENICE. La sua partecipazione nasce da una storia familiare che attraversa le fratture del Novecento e si trasforma in un impegno rivolto al futuro:

“Sono figlio di una famiglia Dalmata che aveva perso tutto essendo stati esuli da Zara. Porto con me la memoria del ‘900 nel quale le ideologie, i nazionalismi e i conflitti hanno diviso territori, comunità e perfino famiglie. Proprio questa storia rappresenta il mio spirito guida che ho ritrovato nelle finalità di Go! 2025! poiché mi riconosco profondamente nella Convenzione europea di Faro che invita a fare tesoro dei conflitti del passato e a riconoscere nell’eredità culturale comune dell’Europa una fonte di memoria, comprensione, identità e coesione. Per me il ricordo e la memoria sono valori importanti, sono risorse per favorire il dialogo, la fiducia, la comprensione reciproca e il coinvolgimento attivo delle minoranze come abbiamo fatto con l’Unione Italiana CNI e la Komel di Gorizia. Secondo me essere europei significa rispettare la propria eredità culturale e, nello stesso tempo, quella degli altri, per trasformare le ferite del Novecento in ponti europei, relazioni e cooperazione. Ritengo che la cultura europea si costruisce soprattutto con idee e riconoscimenti comuni che diventano fatti concreti, produzioni, formazione e con la partecipazione attiva delle comunità. Questa Assemblea transfrontaliera rappresenta per me lo spirito di Faro tradotto in azione, ovvero cittadini italiani e sloveni che mettono in comune esperienze e differenze per costruire insieme un futuro di pace e prosperità“.

La Convenzione di Faro, promossa dal Consiglio d’Europa, mette la persona e i valori umani al centro del patrimonio culturale. Invita a riconoscere l’eredità comune dell’Europa e a promuovere la coesistenza pacifica attraverso la fiducia, il dialogo e la comprensione reciproca. Richiama inoltre la responsabilità delle comunità e la partecipazione dei cittadini alla costruzione e alla trasmissione di questa eredità. A tal riguardo torna utile ricordare che il mese scorso in Italia state pubblicate le “Linee guida nazionali per la partecipazione pubblica” nell’ambito del Sesto Piano di azione nazionale per il Governo Aperto 2024-2026.

Alla fine del primo incontro, i pannelli riempiti di post-it hanno restituito l’immagine di un territorio ricco di esperienze, energie e relazioni, ma anche attraversato da ostacoli che non possono essere ignorati. La lingua, l’accessibilità delle informazioni, la continuità dei finanziamenti, il coordinamento istituzionale, la mobilità, il coinvolgimento dei giovani e la difficoltà di trasformare le collaborazioni occasionali in reti permanenti rappresentano alcune delle questioni sulle quali l’Assemblea sarà chiamata a lavorare.

Post-it sintesi del tavolo 1 – Cultura e creatività condotto da Olivia Ferrari di ISIG

Poi il lavoro è arrivato alla fase di sintesi. Le schede verdi hanno raccolto gli elementi capaci di favorire processi, relazioni e risultati, mentre quelle arancioni hanno fatto emergere ostacoli, limiti e problemi. Il confronto ha reso visibili differenze e possibili convergenze.

Schede di sintesi +/- del tavolo 1 – Cultura e creatività condotto da Olivia Ferrari di ISIG

Il risultato più importante della giornata, tuttavia, è già visibile nel metodo. Cittadini italiani e sloveni seduti attorno agli stessi tavoli, liberi di esprimere valutazioni anche critiche e chiamati a immaginare insieme il territorio verso una Visione 2035. Negli ultimi anni, GO! 2025 ha dimostrato che un confine può diventare un luogo d’incontro. Ora la sfida è trasformare l’eccezionalità della Capitale europea della Cultura in una normalità quotidiana fatta di cooperazione, servizi condivisi, relazioni e partecipazione.

Nel lodare l’impegno degli organizzatori della valida iniziativa, la riflessione di Europa Adriatica Nordest si focalizza su una riflessione che, a differenza delle infrastrutture materiali che collegano luoghi, quelle immateriali collegano persone, competenze e comunità. A tal riguardo l’Assemblea dei cittadini può diventare una di queste infrastrutture relazionali, nel senso di immaginarla come uno spazio nel quale la cultura rappresenta ciò che ereditiamo dal passato nell’ottica di ciò che scegliamo responsabilmente di costruire e di trasmettere insieme. Quindi il confine del futuro va oltre una linea di separazione per diventare uno spazio europeo nel quale incontrarsi, riconoscersi e progettare insieme.

Programma L’Ammiraglia 2026 Venezia Rovigno Lussino

Dal cuore di Venezia alle coste dell’Istria e del Quarnero, torna dall’11 al 13 giugno 2026 la 2^ edizione de L’AMMIRAGLIA, manifestazione velica internazionale in omaggio alla figura dell’Ammiraglio lussignano Agostino “Tino” Straulino, Campione Olimpico e Comandante dell’Amerigo Vespucci. Tre giorni tra sport, cultura, tradizioni marinare, musica, festa e cooperazione europea tra Venezia, Rovigno e Lussinpiccolo.

La manifestazione è organizzata da Yacht Club Venezia ed Europa Adriatica Nordest con il supporto Unione Italiana e Salone Nautico Venezia insieme a una qualificata partnership e il patrocinio di importanti istituzioni e organizzazioni di Italia e Croazia. Del Comitato Organizzatore, sotto l’egida della FIV Federazione Italiana Vela e della Federazione Croata di Vela HJS, fanno parte il Club Velico Maestral di Rovigno e il Club Velico Yugo di Lussinpiccolo.

(non defintivo, potrebbero intervenire variazioni)

Festa all’Arsenale di Venezia (con invito e conferma) dalle ore 19:00 con l’accoglienza delle canzoni popolari veneziane del Coro Serenissima Venezia. Ore 19:30 cena specialità chioggiotte del Main Partner Gruppo Boscolo Bielo e i tortelli del Pastificio Rizzo di Venezia. Serata conviviale Yacht Club Venezia ed Europa Adriatica Nordest con Aperitivo Bellini, Prosecco Canella, degustazioni dei dolci Margherini Milady, Bussolà giganti della Carmelina di Burano e Gelato delle Dolomiti. Ore 24:00 partenza della Regata.

Arrivo e ormeggio all’ACI Marina tra la mattina e il primo pomeriggio con accoglienza degli studenti della SMSI “Antonio Borme” che, dalle ore 08:30 alle 11:30, accompagneranno i regatanti alla Comunità degli Italiani “Pino Pudicin” di Rovigno. Punto Stampa ore 12:30 presso ACI Marina. Punto Stampa ore 14:30 alla Comunità degli Italiani, scambio dei doni e consegna libri ANVGD per la Biblioteca della Comunità. Ore 19:30 all’Ecomuseo Batana in Molo Grande consegna riconoscimenti Maestral e brindisi per L’AMMIRAGLIA con l’aperitivo Bellini insieme all’Unione Italiana, alla Città di Rovigno e alla Comunità degli Italiani “Pino Budicin”. Ore 20:00 inaugurazione XX Regata rovignese di imbarcazioni tradizionali con vela al terzo e latina, a seguire cena tipica istriana (con braccialetto pass) accompagnata dal Prosecco Canella nell’atmosfera della serata di festa e degustazione del Gelato delle Dolomiti.

Partenza da Rovigno alle ore 08:00. Arrivo e ormeggio al Porto di Lussinpiccolo entro metà pomeriggio. Accoglienza e alle ore 16:45 circa volo d’onore dell’idrovolante Adriatico accompagnato dal biposto Junkers. Ore 19:00 brindisi con l’Aperitivo bellini e cena con specialità lussignane (con invito e pass) al Ristorante Deveron bagnate dal Prosecco Canella. Ore 21:00, all’anfiteatro della Biblioetca di Lussino, premiazioni equipaggi della Regata con la consegna dei prestigiosi Leoni d’Argento L’AMMIRAGLIA di Meneghetti l’Orafo di Venezia insieme al Comune di Lussinpiccolo la Comunità degli Italiani, l’Ente del Turismo e i Partner. Ore 21:30 Concerto ANVGD dell’Orchestra del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste composta da 14 giovani musicisti tra violini primi e secondi, viole, violoncelli e contrabbasso, preparati dal Maestro Paolo Ciociola.

Alle ore 9:30, nel segno della memoria, del mare e della riconoscenza, gli organizzatori de L’AMMIRAGLIA e una delegazione di regatanti renderanno omaggio all’Ammiraglio Agostino “Tino” Straulino con la deposizione di una corona d’alloro presso la sua tomba nel Cimitero di San Martino a Lussinpiccolo, luogo che continua a custodire il ricordo di uno dei più grandi uomini di sempre del Mare Adriatico.

Dopo 100 anni torna l’idrovolante Venezia Lussino con i fratelli Boscolo Bielo di Chioggia

Sabato 13 giugno 2026 il cielo e il mare del Nordest Adriatico torneranno a unire le due sponde dopo un secolo nel segno degli storici collegamenti con l’idrovolante.

L’originale iniziativa è organizzata dall’Aeroporto Nicelli di Venezia con il supporto Aelia nell’ambito della Regata europea L’Ammiraglia, promossa da Yacht Club Venezia ed Europa Adriatica Nordest con Unione Italiana, ANVGD, circoli velici, Comuni, Comunità degli italiani di Rovigno e Lussino. Numerosi i patrocini e i partner italiani e croati con l’obiettivo di rafforzare i legami storici, culturali e marittimi tra le due sponde adriatiche attraverso sport, cultura, memoria e cooperazione europea.

Il primo volo del 13 giugno sarà tenuto a battesimo dai fratelli Ivano e Astellio Boscolo Bielo a bordo dell’unico idrovolante abilitato, oggi in Italia, per i voli commerciali. Partenza ore 15:30 dall’Aeroporto Nicelli del Lido di Venezia. Arrivati a Lussino sono previsti giri d’onore sopra la città dalle ore 16:45. Volo inaugurale accompagnato da un secondo aereo Junkers con passaggio sopra Rovigno.

Video storico a cura di Rita Cramer Giovannini, montaggio di Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz

Per l’occasione è stato realizzato un bozzetto artistico per un francobollo celebrativo a ricordo dei cent’anni 1926-2026 del volo SISA. La Società Italiana Servizi Aerei dei fratelli lussignani Cosulich è stata protagonista dell’aviazione civile delle rotte idrovolanti tra il Nord Italia, l’Istria, il Quarnero e la Dalmazia.

Tagliandi bagagli di alcune rotte aeree della SISA

L’iniziativa assume inoltre un particolare valore simbolico perché si inserisce nell’anno dei centenari del Nicelli e dell’Ordine Ingegneri Venezia. Le storiche rotte adriatiche della SISA collegavano Venezia, Trieste, Fiume, Torino, Pavia, Grado, Pola, Lussinpiccolo, Zara, Spalato, Sebenico, Ragusa, Cattaro, Ancona e Pescara, facendo dell’Adriatico uno spazio di connessione e mobilità tra le due sponde.

Gli idrovolanti trasformarono l’Adriatico in uno spazio unitario di relazioni economiche, culturali e turistiche. Fino al 1934 la SISA realizzò 12.093 voli, percorrendo oltre 4 milioni di chilometri. Trasportò 59.021 passeggeri, 84.952 chilogrammi di posta e giornali e ben 947.146 chilogrammi di merci e bagagli vari.

Video dell’idrovolante Aelia che riunirà le due sponde dell’Adriatico