“Oltre le Radici”, a Venezia confronto sul futuro europeo del Nordest

Ascolta l’intervista a Giorgia Meloni di Roberto Papetti

Europa Adriatica Nordest ha partecipato il 30 settembre a Venezia a “Oltre le Radici – Il modello del Nord-Est tra Europa, impresa e futuro”, l’incontro promosso da Il Gazzettino alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista.

Oltre 250 persone hanno seguito un confronto dedicato alla capacità del Nordest di trasformare la propria identità economica, culturale e produttiva in crescita, innovazione e competitività. Dopo i saluti del Direttore responsabile Osvaldo De Paolini e del Direttore editoriale Roberto Papetti, sono intervenuti il Sindaco di Venezia Simone Venturini e la Presidente de Il Gazzettino Azzurra Caltagirone. In videocollegamento la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra i protagonisti anche Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale del Veneto, e il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani.

Il programma ha messo al centro alcuni dei grandi fattori della competitività contemporanea, dall’innovazione all’internazionalizzazione, dall’energia agli investimenti, dal capitale umano alla cultura e al turismo.

Fare sistema su scala europea

Particolarmente significativo l’intervento della presidente de Il Gazzettino Azzurra Caltagirone, che ha posto l’accento sulla necessità di guardare oltre la capacità di adattamento che ha caratterizzato storicamente il Nordest, sviluppando una visione capace di affrontare le trasformazioni in corso.

«Soprattutto serve fare sistema. La competitività non dipende più dalla singola azienda, ma dall’ambiente in cui opera», ha affermato Caltagirone, sottolineando come aggregazione, investimenti e alleanze siano sempre più determinanti.

Il passaggio alla dimensione europea è stato ancora più esplicito. «La partita ora si gioca su una scala più ampia: quella europea». Per il Nordest, ha spiegato Caltagirone, l’Europa rappresenta lo spazio nel quale «misurarsi, attrarre investimenti, costruire alleanze». Le imprese del territorio sono infatti inserite nelle grandi filiere continentali e molte delle decisioni che ne determinano la competitività riguardano energia, politica industriale e commercio.

Nel suo intervento Venezia è diventata anche un riferimento simbolico, come città capace di rimanere fedele alla propria storia aprendosi contemporaneamente al mondo e attraversando i confini.

Policrisi, AI e responsabilità

Nel suo intervento la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha richiamato il concetto di “policrisi”, descrivendo una fase nella quale crisi e trasformazioni differenti si sovrappongono e interagiscono tra loro. Un quadro che impone di considerare insieme dinamiche geopolitiche, economiche, energetiche e tecnologiche, anziché affrontarle come fenomeni separati. In questo scenario si inserisce anche la crescita dell’intelligenza artificiale, rispetto alla quale Meloni ha posto in particolare il tema della responsabilità, indicando una delle questioni centrali che accompagneranno l’evoluzione dei sistemi autonomi e il loro impatto sulla società.

Una prospettiva sull’innovazione ripresa anche dal Presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia: «L’AI e le nuove opportunità ci aiutano a continuare a crescere», ha affermato, utilizzando l’evoluzione della medicina come esempio di come le nuove tecnologie possano offrire strumenti sempre più avanzati alle competenze professionali.

La venezianità che unisce

Nel saluto del Sindaco di Venezia Simone Venturini è emerso un altro elemento strettamente collegato alla storia e all’identità del territorio. La venezianità ha saputo costruire risultati quando energie differenti sono riuscite a convergere e a procedere verso una direzione comune.

Venturini ha invitato a interpretare il proprio tempo senza nostalgia, mettendo insieme politica, imprenditori, comunità e informazione. «Cercare ciò che unisce, non quello che divide. Non campanili, ma procedere tutti insieme», ha affermato.

Una cultura della relazione e della collaborazione che assume oggi un significato nuovo davanti a sfide economiche, tecnologiche e sociali che superano inevitabilmente i confini dei singoli territori.

Dal Nordest allo spazio europeo

Le riflessioni emerse durante l’incontro intercettano alcuni dei temi di interesse di Europa Adriatica Nordest. «Da questo confronto emerge una necessità chiara – evidenzia il fondatore di Europa Adriatica Nordest Vittorio Baroni – il Nordest ha bisogno di visione, deve fare sistema e deve saperlo fare su scala europea, superando i confini quando economia, infrastrutture, cultura e comunità costruiscono relazioni più ampie. È una prospettiva vicina al percorso di Europa Adriatica Nordest e alla riflessione che stiamo sviluppando con NAME, il Nordest Adriatico Montano Europeo».

Una riflessione che guarda quindi al Nordest attraverso una geografia più ampia delle relazioni. Imprese e capitale umano, ricerca e innovazione, infrastrutture materiali e immateriali, energia, cultura e comunità costituiscono parti di un ecosistema nel quale la capacità dei territori di crescere dipende sempre più dalle connessioni e dalle alleanze che riescono a costruire.

In questa direzione si colloca la progressiva elaborazione di NAME – North Adriatic Mountain Europe, una visione che interpreta Adriatico, pianura e spazio alpino come componenti interconnesse di una possibile comunità territoriale europea.

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