Il dialetto fiumano parla anche veneziano

Riconoscimento storico del dialetto fiumano che entra ufficialmente nel Registro dei beni culturali immateriali della Croazia europea, con una decisione formalizzata dal Ministero della Cultura e dei Media e resa pubblica il 7 aprile 2026.

Dal punto di vista linguistico, il fiumano conserva una chiara matrice veneziana. Deriva infatti in larga parte da quel veneziano “di base” diffusosi per secoli nei porti dell’Istria e della Dalmazia, diventando lingua di scambio, di relazioni sociali e di vita quotidiana. Per questo condivide con il veneziano struttura grammaticale, costruzioni sintattiche e lessico fondamentale. In molti casi, le frasi coincidono quasi del tutto: “Mi vado a casa” resta sostanzialmente identica sia in veneziano sia in fiumano.

La vicinanza tra veneziano e fiumano emerge anche nel lessico quotidiano e nelle forme più semplici del parlato: “xe” per dire “è”, “fio” per “ragazzo”, “magnar” per “mangiare”, “vecio” per “vecchio”, fino a costruzioni come “mi son”, “andemo” e “parlemo”, che mostrano con immediatezza una comune matrice linguistica adriatica. Ma il fiumano non è una semplice variante locale: è una lingua di confine, plasmata nei secoli dall’incontro tra mondo veneto, italiano, croato e mitteleuropeo.

Per questo il riconoscimento ottenuto in Croazia non tutela soltanto un dialetto, ma una memoria collettiva, urbana e adriatica. Il fiumano è storia vissuta, identità parlata e patrimonio europeo da custodire.

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