Abdon Pamich, memoria viva tra le sponde adriatiche. Evento ANVGD a Roncade

Roncade – Treviso, 28 marzo 2026 – Il Ristorante Perché ha ospitato una piacevole serata, partecipata da più di 100 persone, di notevole intensità di memoria, sport e identità adriatica dedicata ad Abdon Pamich. Evento organizzato da ANVGD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, giunto alla sua 6^ edizione, nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo con il Saluto iniziale del Sindaco del Comune di Roncade Marco Donadel e Presidente della Provincia di Treviso.

Protagonista assoluto dell’incontro è stato il grande campione della marcia azzurra, esule da Fiume e medaglia d’oro olimpica a Tokyo 1964, oggi figura simbolo di una storia che intreccia sacrificio, talento e appartenenza.

L’evento è stato introdotto da Italia Giacca, Consigliere Nazionale ANVGD, e coordinato con grande sensibilità dal giornalista Renato Malaman in un dialogo capace di ripercorrere le tappe sportive e umane di una delle figure più rappresentative della memoria giuliano-dalmata. A seguire Cena Istriana con l’atmosfera arricchita dal musicista e cantante fiumano Francesco Squarcia.

Italia Giacca ha rievocato la propria esperienza di esule dal borgo istriano di Stridone, mostrando una piccola teiera che era riuscita a portare con sé come preziosa traccia di memoria familiare.

Nel suo intervento Italia Giacca ha inoltre ricordato di aver condiviso la propria testimonianza con più di 2.500 alunni di oltre 100 classi, contribuendo a trasmettere alle nuove generazioni il valore umano e storico dell’esodo.

PAMICH, PONTE TRA FIUME, ITALIA ED EUROPA

Nel racconto della serata è emersa con forza la figura di Abdon Pamich come ponte tra mondi tra Fiume e l’Italia, tra passato e futuro, tra identità e integrazione europea. La sua vicenda personale – segnata dall’esodo e dalla ricostruzione – si è intrecciata con la storia sportiva, fino a diventare simbolo di una generazione che ha trasformato una frattura storica in occasione di riscatto. In questa prospettiva, Pamich non è solo un campione olimpico, ma un riferimento culturale capace di tenere insieme memoria, dignità e appartenenza, in una dimensione che oggi parla pienamente all’Europa.

La figura di Pamich è tornata al centro dell’attenzione anche grazie al film Rai “Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich” con la regia di Alessandro Casale che ha contribuito a rilanciare su scala nazionale la sua storia umana e sportiva. Un racconto che supera i confini della cronaca sportiva per entrare nella dimensione della memoria collettiva, restituendo al pubblico una vicenda esemplare. A questo si aggiunge la presenza di Abdon Pamich e Dario Zaccariotto, tra i tedofori 2026 delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, ulteriore segno di un riconoscimento che non riguarda solo i risultati, ma il valore simbolico di un percorso di vita.

LA VIOLA DI FRANCESCO SQUARCIA, VOCE DI FIUME

A rendere ancora più coinvolgente la serata è stata la presenza del musicista e cantante fiumano Francesco Squarcia, la cui viola ha accompagnato l’intero evento creando un filo emotivo continuo tra parole e memoria.

Le sue esecuzioni hanno saputo evocare atmosfere profonde, restituendo attraverso la musica il senso di appartenenza e nostalgia che caratterizza la cultura fiumana.

Un contributo artistico che ha trasformato l’incontro in un’esperienza immersiva, capace di unire racconto, identità e sensibilità.

LA PERSONA AL CENTRO: “DECALOGO EUROPEO DI FIUME” DEDICATO A PAMICH

Durante la serata è intervenuto Vittorio Baroni, autore e coordinatore di Europa Adriatica Nordest di famiglia Dalmata da Zara, che ha voluto dedicare simbolicamente ad Abdon Pamich la “Carta di Fiume – Decalogo Europeo per il Patrimonio Culturale”, sottoscritta il 6 maggio 2025 a Palazzo Modello di Fiume.

Un gesto dal forte valore civile che ha richiamato il primo punto del Decalogo, “La persona al centro: ogni persona ha il diritto di partecipare alla vita culturale e di godere del patrimonio trasmesso da chi ci ha preceduto”. In questa chiave, Abdon Pamich è egli stesso Patrimonio Culturale, perché incarna una storia viva che si trasmette attraverso l’esperienza, il racconto e la testimonianza. Una visione che amplia il concetto di patrimonio oltre i luoghi e gli oggetti, riconoscendo nelle persone il primo elemento di continuità culturale europea.

Nell’occasione, Vittorio Baroni ha richiamato le radici e il cammino di Europa Adriatica Nordest come spazio di relazione, memoria e progettualità tra le due sponde, invitando i presenti a partecipare alla seconda edizione della Regata L’AMMIRAGLIA Venezia – Rovigno – Lussino, in programma dall’11 al 13 giugno 2026.

LA CENA ISTRIANA TRA GUSTO E IDENTITÀ

La seconda parte della serata ha assunto il tono conviviale della tradizione adriatica con la Cena Istriana, curata dalla gastronoma Anna Maria Pellegrino, volto noto di Rai 3 “Geo”, e realizzata con la firma dello chef Luca Boldrin del Ristorante Perché.

Un percorso gastronomico pensato come parte integrante dell’esperienza culturale. Antipasto di prosciutto in crosta con asparagi al vapore e uova in camicia, risotto con erbette primaverili mantecato al parmigiano, frittura mista di paranza con bieta e patate saltate, fino alle palacinke con gelato alla crema. Il tutto accompagnato dalla Malvasia istriana della storica azienda agricola Coronica di Babići Umago, a suggellare il legame tra territorio, memoria e identità.

POSTER DELLE 6 EDIZIONI

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