Il nuovo anno si apre nel segno della cultura, della partecipazione attiva e della Pace insieme alle 8 Comunità degli Italiani di Crassiza, Buie, Castelvenere, Momiano, Albona, Valle, Gallesano e Dignano.
Il progetto Le Due Sponde Adriatiche – Carnevale 2026 Olympus Edition ha chiuso il ciclo delle tappe istriane e ora guarda a Venezia, dove il primo febbraio 2026 le Comunità degli Italiani sfileranno sul Canal Grande. Un percorso che ha unito territori, persone e storie, trasformando l’attesa in partecipazione attiva.
Crassiza laboratorio del Buiese

Alla Comunità di Crassiza, con il coinvolgimento delle Comunità degli Italiani del Buiese di Buie, Castelvenere e Momiano, il progetto ha preso forma come esperienza collettiva. I laboratori hanno dimostrato come l’artigianato veneziano possa diventare strumento di socialità, educazione e scoperta personale. La mostra finale ha restituito il valore di un patrimonio radicato nella storia e vissuto nel presente.
Albona ponte culturale adriatico

Ad Albona, nella Comunità “Giuseppina Martinuzzi”, il legame con Venezia si è intrecciato alla memoria urbana e simbolica della città. Due giornate di lavoro creativo hanno coinvolto generazioni diverse, mentre la mostra ha esibito una collezione di opere di alto artigianato veneziano e le maschere nate dal laboratorio, testimoniando così un dialogo culturale vivo e partecipato.
Valle culla dell’identità veneziana

A Valle, nello storico Palazzo Bembo, il progetto ha assunto una dimensione corale. Le Comunità degli Italiani di Valle, Gallesano e Dignano hanno lavorato insieme trasformando un luogo carico di venezianità in spazio contemporaneo di incontro. La mostra ha attirato cittadini e visitatori, confermando il valore pubblico dell’iniziativa.
Maestri e partecipanti
Elemento comune delle tre tappe è stata la guida dei maestri veneziani Franco Gabriele Cecamore e Lucio Lizzul coordinati dall’autore Vittorio Baroni. Attorno a loro giovani e adulti hanno condiviso tempo, gesti e creatività. I laboratori hanno generato non solo le maschere che verranno indossate alla sfilata sul Canal Grande di Venezia, ma relazioni, orgoglio e consapevolezza culturale.
Il ruolo dell’Unione Italiana
Il Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, ha sintetizzato il senso del progetto come percorso che unisce memoria e futuro in attuazione dell’Intesa Europa Adriatica Nordest. “Le tappe istriane – ha detto Corva – mostrano come la cultura condivisa rafforzi identità e lingua italiana, dialogo e cooperazione. Le Due Sponde non separano, ma costruiscono ponti, trasformando l’Adriatico in spazio di pace, partecipazione e visione europea”.
Le voci delle Comunità degli Italiani
I Presidenti delle Comunità coinvolte – Mate Mekiš a Crassiza, Daniela Mohorović ad Albona e Fabrizio Fioretti a Valle – hanno sottolineato il valore sociale ed educativo dei laboratori. Tutti hanno evidenziato l’entusiasmo dei partecipanti, l’emergere di nuovi talenti, il ruolo dei giovani e l’importanza di sentirsi parte attiva di una storia comune che continua.
Pace come orizzonte
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio che lega Olimpiadi, cultura e dialogo tra popoli. La pace non è evocata come concetto astratto, ma praticata attraverso incontri, lavoro condiviso e rispetto delle identità. È questo il messaggio che accompagna il passaggio verso Venezia.
Verso Venezia 2026
Con l’inizio del nuovo anno, Le Due Sponde Adriatiche entrano nella loro fase simbolicamente più forte. Il primo febbraio 2026, sul Canal Grande a bordo di cinque barche tipiche veneziane, le Comunità degli Italiani porteranno a Venezia il frutto del lavoro istriano. Sarà una celebrazione di pace, cultura e continuità adriatica, un augurio concreto per il 2026.
Foto laboratori e mostre (selezione)
























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